La Nuova Sardegna

Olbia

Parto indolore sospeso tra le proteste

Da più di un anno l’epidurale non viene più garantita per carenza di anestesisti

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. «Parto senza dolore? Al Giovanni Paolo II è impossibile, da più di un anno. Ed è inutile richiedere l’epidurale perché tanto la risposta è sempre la stessa: non si può,, mancano gli anestesisti. E quello che dovrebbe essere un diritto, viene negato ancora oggi a tutte le donne che vorrebbero vivere la gioia più grande della vita senza poter soffrire».

E’ una giovane olbiese a parlare. Per lei si avvicina il tempo di dare alla luce il suo bambino e sa già, anche se lo avrebbe tanto voluto, di non poter fare un parto indolore.

«E’ una situazione assurda - dice ancora con amarezza - e spero tanto che possa essere sbloccata al più presto».

Ma la soluzione non sembra essere dietro l’angolo. «Nella Assl di Olbia - spiega la direzione aziendale - non è più attivo un servizio dedicato di “parto analgesia”: in passato veniva garantito in base alla disponibilità degli anestesisti che, prima, devono comunque far fronte alla regolare attività del reparto e delle sale. Attualmente, a causa della carenza di anestesisti, l'Unita operativa di Ostetricia e Ginecologia può garantire solo le urgenze indifferibili, e non può quindi offrire alle partorienti la parto-analgesia. La direzione della Assl di Olbia, di concerto con il personale sanitario, è in attesa che vengano assegnate nuove risorse che consentirebbero di riavviare l'attività programmabile e garantiree, in maniera continuativa, l’analgesia del parto alle partorienti della Gallura».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative