Arzachena, mozione unanime del Consiglio: «Subito i vaccini per gli operatori turistici»

Il sindaco Ragnedda: «La stagione sarà serena solo mettendo in sicurezza la categoria»

ARZACHENA. A metà tra la bacchettata sulle dita e una secchiata d’acqua in faccia. La mozione unanime del consiglio comunale ricorda alla Regione il valore turistico di Arzachena e della Costa Smeralda. Ribadisce l’importanza di mettere il turbo alla vaccinazione e di estenderla in tempi rapidi a operatori turistici, albergatori, parcheggiatori, giardinieri, camerieri. Non solo. Il Consiglio rinfresca la memoria a Regione e Ats sui servizi sanitari che sono ancora congelati e su quelli che non furono attivati lo scorso anno. «Capiamo che la maggior parte delle energie siano concentrate sulla gestione del virus – dice il sindaco Roberto Ragnedda –, ma un territorio come il nostro, primo per presenze turistiche, in continua crescita demografica ed economica, deve avere adeguati servizi sanitari, a partire dalle guardie mediche turistiche. Lo scorso anno quella di Porto Cervo non venne aperta». Ragnedda ribadisce l’importanza delle vaccinazioni agli operatori del turismo. «Abbiamo avanzato questa richiesta già a gennaio – ribadisce il primo cittadino –. Richiediamo con forza che, in vista della imminente apertura della stagione estiva, si somministrino i vaccini agli operatori del mondo del turismo. È vero che si deve continuare a fare attenzione, rispettare le misure anti-contagio e le distanze, bene lo screening all’ingresso, ma l’unica arma per una estate serena passa dall’estensione dei vaccini ai soggetti che hanno un contatto diretto con il mondo del lavoro e del turismo. Lo scorso anno abbiamo perso parte della stagione, quest’anno non possiamo permettercelo».

Ragnedda fa poi il punto su contagi da Covid e i vaccini ad Arzachena. 21 i positivi, 2100 le persone vaccinate, 600 con seconda dose. «Non basta, ora subito le dosi per operatori del turismo, camerieri, benzinai, albergatori, giardinieri, tutta quella filiera che è a contatto con pubblico e va messa in sicurezza», insiste Ragnedda.

La mozione, come ricordato dalla capogruppo Maria Giagoni, non è la prima che transita dall’aula sul tema sanitario. «La precedente viene richiamata anche nel documento che approviamo oggi. Mi domando quali effetti abbia sortito la prima».

Ragnedda spiega come la prima presa di posizione, forte e unanime del Consiglio, sia stata di pungolo a Regione e Ats. «A breve sarà proposto al comitato Ats locale il raddoppio delle guardie mediche locali – spiega il sindaco –. Sulla dialisi per i vacanzieri, lo scorso anno attivata in grave ritardo, Ats ci garantisce la partenza puntuale del servizio. Stesso discorso per la guardia medica di Porto Cervo che lo scorso anno non fu considerata dalla Regione tra quelle strategiche». Ragnedda ribadisce infine con fermezza la sua posizione: «È vero che il Covid ha bloccato tutte le attività ma l’attenzione deve rimanere alta anche sulle esigenze ordinarie – conclude –. Un territorio come il nostro deve essere autonomo in servizi essenziali come la dialisi, le guardie mediche e il pediatra, di quest’ultimo ne siamo ancora privi. Qualche passo avanti è stato fatto ma non basta».

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