La Nuova Sardegna

Olbia

Museo Galluras, le prime offerte

di Sebastiano Depperu
Museo Galluras, le prime offerte

A Luras una raccolta di fondi per salvare la struttura che ospita il martello della femina agabbadòra

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LURAS. Pier Giacomo Pala ha lanciato un appello sui social qualche giorno fa. Un sos. Una richiesta d'aiuto per salvare il Museo Galluras-Museo della Femina Agabbadòra da un'eventuale chiusura. Pala è il proprietario del museo e anche il direttore. La struttura di via Nazionale è, dunque, privata. Ma la solidarietà della rete, di amici, conoscenti e non, non si è fatta attendere e in diversi modi le persone stanno facendo un'offerta per il Galluras.

«Da circa un anno il Museo Galluras è chiuso a causa delle normative anti Covid – spiega Pala – la struttura non riceve alcun contributo pubblico e si autofinanzia con le offerte dei visitatori. Per questo ho chiesto aiuto». E l'appello è fin troppo chiaro: «Se hai a cuore il suo futuro e vuoi evitare la chiusura definitiva di un bene storico, artistico e culturale del patrimonio sardo, puoi aiutarlo con una, anche piccola, donazione – ha scritto nella raccolta fondi Pier Giacomo Pala –. Il tuo contributo ci aiuterà a sostenere le spese di manutenzione ordinaria, i costi di gestione e a mantenere vivo e attivo il Museo Galluras».

La struttura museale di Luras ha aperto le sue porte il 17 giugno del 1996 e, da allora, in venticinque anni, decine di migliaia di persone hanno varcato la sua soglia provenienti da ogni angolo del mondo. Ma la pandemia e le conseguenti restrizioni anti Covid hanno bloccato anche il Galluras. Una piccola boccata d'ossigeno è arrivata quando la Sardegna era in zona bianca e i visitatori (in prevalenza sardi) sono andati a Luras per vedere il museo di Pala. Poi niente.

«Sono comunque rimasto stupito che la gente comune – aggiunge il direttore – abbia subito preso a cuore il mio appello. Arrivano, piano piano, piccole donazioni da tutti. Questo mi fa piacere e mi riempie enormemente di orgoglio. Non pensavo che il Galluras avesse così tanti amici ed estimatori. Sono davvero commosso».

Il Galluras, anche in periodo di emergenza sanitaria, quando si poteva, ha aperto i battenti rispettando tutte le norme anti-contagio: c'è sempre stato un percorso unico con entrata e uscita da due porte differenti, l'uso della mascherina e l'igienizzazione delle mani. In via Nazionale, a Luras, di fronte al monumento ai Caduti delle guerre si trova il fiore all'occhiello del paese. I suoi tre piani e le sue otto stanza racchiudono la storia di un territorio (ma non solo). Il pezzo forte è il martello della Femina Agabbadòra, la figura femminile che praticava l'eutanasia nei tempi passati. Le donazioni si possono fare entrando sul profilo facebook del museo Galluras e cliccando su "Raccolta fondi" oppure contattando direttamente Pier Giacomo Pala.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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