Voto di scambio a Palau La difesa: «Nessun illecito»

L’ex sindaco Pala e la vice Pes accusati di aver promesso incarichi a Barbato  L’ex operatore dell’ufficio turistico ha chiesto il processo con rito abbreviato

PALAU. Ha chiesto di essere processato con rito abbreviato Mauro Barbato, una delle figure chiave del procedimento penale in fase di udienza preliminare che vede coinvolti l’ex sindaco di Palau, Francesco Pala, della sua vice Maria Piera Pes e altre sei persone. Per tutti la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. I due ex amministratori comunali e Barbato sono accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità, in parole semplici, voto di scambio: stando alle accuse, nel gennaio 2017, Pala e Pes avrebbero garantito a Barbato, che aveva lavorato all’ufficio turistico, ulteriori incarichi in cambio della pubblicazione sui social di messaggi di propaganda per promuovere la Pes a livello politico ed elettorale tra i giovani locali. Ricostruzione dei fatti respinta dagli imputati. I difensori dei due ex amministratori e di Barbato, gli avvocati Gerolamo Orecchioni (Pala), Giovanni Azzena (Pes) e Tomasino Russo (Barbato), avevano chiesto e ottenuto dal gup la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali che conterrebbero elementi importanti a favore dei loro assistiti e da cui si evincerebbe che non sia stato commesso alcun illecito. Per la difesa si è trattato di un’attività privata fatta dalla maggioranza per la quale Barbato non aveva voluto soldi, percependo in quel momento un’indennità di disoccupazione. Barbato ha chiesto di essere processato con rito abbreviato condizionato all’audizione di un testimone, che sarà sentito nella prossima udienza fissata per il 16 settembre.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio anche per la segretaria comunale Graziella Petta, per il responsabile del settore socio culturale Mauro Piga, per Massimiliano Pirrigheddu e Marco Piras (dipendenti della Euro Ice Sardegna) e per Norma Rinaldi (presidente della Cooperativa Mimosa). Varie e differenti le posizioni. Le accuse vanno, a vario titolo, dal voto di scambio, alla concussione, fino all'abuso di ufficio, falsità ideologica, minacce e violenza privata. L'inchiesta condotta dalle Fiamme gialle era partita nel 2015 in seguito alla denuncia di una dipendente comunale, Lucia Pittalis, che segnalava gravi irregolarità nell'affidamento degli appalti nel settore sociale. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e l'acquisizione di documenti, la complessa attività investigativa aveva fatto emergere varie ipotesi accusatorie. Come presunte irregolarità negli appalti con affidamenti diretti per procurare vantaggi a coop “amiche”.

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