Air Italy, cassa integrazione l’ultimo no dei liquidatori

Respinte ancora le richieste di proroga, resta solo la speranza nel Governo I sindacati: «Fuori le carte sulle proposte di acquisizione della compagnia» 

OLBIA. Zero aperture sulla richiesta di proroga della cassa integrazione. Solo il governo, adesso, può impedire che il prossimo primo luglio, il giorno dopo la scadenza della cassa integrazione, per 1383 lavoratori di Air Italy e le loro famiglie cominci l’incubo “senza lavoro, senza sussidi e senza futuro”. Per l’ennesima volta, i liquidatori della compagnia aerea, su cui si è fondata per decenni una parte rilevante dell’economia e della stessa identità olbiese, hanno risposto picche alla richiesta dei sindacati. Che sarebbe finita così anche nell’ultimo faccia a faccia in videoconferenza tra i liquidatori e i rappresentanti dei lavoratori, per la verità, lo si dava quasi per certo ancora prima di cominciare. Ma nel pomeriggio, dopo oltre un’ora di confronto online, è arrivata la certezza ed è angosciante: l’azienda non ha alcuna intenzione di prolungare la cassa integrazione, la scadenza resta fissata al 30 giugno. La legge, sostiene, non permette la proroga. E anche ammesso che sia possibile, l’ex Meridiana in liquidazione dall’11 febbraio 2020 non vuole assumersi i costi di Tfr e assicurazioni. Tocca al Ministero dello Sviluppo economico, adesso, aprire il tavolo nazionale che gli hanno chiesto ufficialmente le segreterie nazionali del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Prolungare la cassa integrazione significherebbe dire che c’è una prospettiva. Ma Antonio Cuccuini, il responsabile delle relazioni industriali, a nome dei liquidatori Enrico Laghi e Franco Lagro, ha ribadito di fatto che al momento non c’è alcun futuro per Air Italy e per i lavoratori. Non ci sarebbero veri interessati a rilevare la compagnia ex Aga Khan. Liquidata anche la proposta della società americana Ateo Air Llc, sostenuta con veemenza sui social dal ceo russo Oleg Evdokimov. Secondo i liquidatori mancherebbero presupposti fondamentali. Una risposta non motivata a sufficienza, secondo i sindacati. Anche perché Evdokimov insiste e avrebbe aperto il dialogo con alcuni lavoratori, oltre che con il sindaco. Di fronte al nulla offerto dai liquidatori, anche una proposta indefinita assume valore. Perciò si chiede di mettere le carte in tavola. «Le notizie che si leggono in questi giorni sulla stampa regionale rispetto a un interessamento di un fondo americano rappresentato da un russo – commenta ad esempio Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil Sardegna – meriterebbero una risposta chiara da parte dei liquidatori». Analogo l’intervento di Marco Bardini, rappresentante regionale dell’Anpav: «C’è un convitato di pietra, l’azienda deve fornire evidenza documentale delle comunicazioni intercorse». Il carteggio tra Air Italy ed Evdokimov, utile per valutare la proposta, potrebbe fare la sua comparsa nell’aggiornamento della riunione deciso per il fine settimana. Prima di chiudere definitivamente il dialogo diretto azienda-sindacati, si è deciso di attendere l’esito dell’incontro tra i liquidatori e il presidente della Regione Sardegna, che ha convocato l’azienda per giovedì 13 maggio. Ma pochi credono che Cristian Solinas possa da solo far cambiare idea a Laghi e Lagro. Lo si capisce da Boeddu: «Non rimane che confidare negli ulteriori 30 giorni di procedura in sede ministeriale per ottenere la proroga della cassa integrazione sino al 31 dicembre di quest’anno, ed utilizzare tutto questo tempo per non lasciare nulla di intentato per salvaguardare non solo 1.383 lavoratori ma, un know how costruito in oltre 60 anni». Il sindacato, comunque, vuole al tavolo ministeriale sia la Regione Sardegna che la Regione Lombardia, dove risiede una fetta importante dei lavoratori.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes