Air Italy, altra fumata nera la parola passa al Governo
Tra l’azienda e sindacati nessun accordo sui licenziamenti e la cassa integrazione Nei prossimi giorni la ripresa del negoziato, questa volta al ministero del Lavoro
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OLBIA. Ancora una fumata nera, l’ennesima, all’incontro in programma ieri sera tra Air Italy e i rappresentanti sindacali dei lavoratori. L’ultimo di quelli previsti nella prima parte della procedura di licenziamento collettivo di tutti i dipendenti della compagnia in liquidazione da 14 mesi. Nessun passo avanti è stato fatto e ora – già nelle prossime settimane – la palla passa al tavolo negoziale con la partecipazione del Governo e, magari, delle Regioni Sardegna e Lombardia.
Vabbè che l’esito era scontato, ma l’incontro di ieri è stato addirittura surreale. In streaming e con il rappresentante dell’azienda collegato con un telefono cellulare dalla sua auto per strada. Tutto mentre i lavoratori erano riuniti in un sit in davanti al terminal dell’aeroporto di Olbia in attesa di notizie, possibilmente buone.
«L’azienda continua a sostenere che l’attuale normativa non consentirebbe ad AirItaly di usufruire di un ulteriore periodo di cassa integrazione e in ogni caso la compagnia non sarebbe in grado di sostenere oneri aggiuntivi – riferisce Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil –. Non molleremo e non lasceremo nulla di intentato. Auspicaoche nei prossimi 30 giorni i rappresentanti delle regioni Sardegna e Lombardia siano presenti al tavolo del ministero del Lavoro insieme anche ai rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Trasporti. Abbiamo bisogno di tempo per avere almeno una possibilità per una soluzione industriale. Per questo serve una proroga degli ammortizzatori sociali».
«Inaccettabile – aggiunge Marco Bardini, segretario regionale dell’Anpav – l’atteggiamento dell’azienda che, permanendo nella propria posizione di totale chiusura e indisponibilità alla richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali, rifiuta pure la sottoscrizione del verbale di mancato accordo e di chiusura della fase aziendale delle trattative sui licenziamenti collettivi in corso. Questa formalità, irrispettosa dei lavoratori e delle loro famiglie, rappresenta un inedito assoluto nella gestione di crisi aziendali di questa portata. L’auspicio è che questo atteggiamento ruvido e irrituale muti nel prossimo periodo di trenta giorni che vedrà le parti sociali confrontarsi alla presenza dei rapresentanti del Governo». (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Vabbè che l’esito era scontato, ma l’incontro di ieri è stato addirittura surreale. In streaming e con il rappresentante dell’azienda collegato con un telefono cellulare dalla sua auto per strada. Tutto mentre i lavoratori erano riuniti in un sit in davanti al terminal dell’aeroporto di Olbia in attesa di notizie, possibilmente buone.
«L’azienda continua a sostenere che l’attuale normativa non consentirebbe ad AirItaly di usufruire di un ulteriore periodo di cassa integrazione e in ogni caso la compagnia non sarebbe in grado di sostenere oneri aggiuntivi – riferisce Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil –. Non molleremo e non lasceremo nulla di intentato. Auspicaoche nei prossimi 30 giorni i rappresentanti delle regioni Sardegna e Lombardia siano presenti al tavolo del ministero del Lavoro insieme anche ai rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Trasporti. Abbiamo bisogno di tempo per avere almeno una possibilità per una soluzione industriale. Per questo serve una proroga degli ammortizzatori sociali».
«Inaccettabile – aggiunge Marco Bardini, segretario regionale dell’Anpav – l’atteggiamento dell’azienda che, permanendo nella propria posizione di totale chiusura e indisponibilità alla richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali, rifiuta pure la sottoscrizione del verbale di mancato accordo e di chiusura della fase aziendale delle trattative sui licenziamenti collettivi in corso. Questa formalità, irrispettosa dei lavoratori e delle loro famiglie, rappresenta un inedito assoluto nella gestione di crisi aziendali di questa portata. L’auspicio è che questo atteggiamento ruvido e irrituale muti nel prossimo periodo di trenta giorni che vedrà le parti sociali confrontarsi alla presenza dei rapresentanti del Governo». (m.b.)
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