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Manifesto elettorale al veleno De Cet: «Mi dissocio dallo stile»

Manifesto elettorale al veleno De Cet: «Mi dissocio dallo stile»

OLBIA. Questione di stile. Vasco De Cet, direttore della Marina di Portisco e candidato alle prossime elezioni comunali con la Grande coalizione che sostiene Augusto Navone, notoriamente non è uomo...

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OLBIA. Questione di stile. Vasco De Cet, direttore della Marina di Portisco e candidato alle prossime elezioni comunali con la Grande coalizione che sostiene Augusto Navone, notoriamente non è uomo allineato e di facili compromessi. Soprattutto con se stesso. Così irrompe a piedi uniti nella feroce polemica sui manifesti elettorali affissi nei muri, che sta avvelenando i pozzi in città.

Come interviene De Cet? Semlicemente dissociandosi e prendendo le distanze dalla sua stessa parte politica ed elettorale. Quella del “settimo comandamento”. «Non a mio nome», dice, ma l’intento non è né polemico né da fuoco amico. Al contrario, è un contributo alla discussione che va oltre i doveri di schieramento.

«Mi dissocio dallo stile – spiega Vasco De Cet, dopo aver pubblicato il suo intervento nei suoi profili social –. La sfida democratica che avvicenderá il primo cittadino con #NavoneSindaco non si vince con questi mezzucci, per quanto comunicativamente efficaci. Gli autori del manifesto, che liberamente, è ovvio, scelgono come fare campagna elettorale, nel loro sito accostano le alte parole del Santo Padre alla loro iniziativa. Non scherziamo, il pensiero di Bergoglio non c'entra nulla con l'innegabile ironia del manifesto. La Grande coalizione prevarrà nelle urne perché, a differenza di questa solitaria e arrogante amministrazione, sa ascoltare, apre le porte oggi sbattute in faccia alla comunità, ha un progetto, una visione del futuro, pensa alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni, tantomeno alle successive. È con la buona politica che prevarremo, non certo evocando strumentalmente il Papa oppure gli avvisi di garanzia, i provvedimenti giudiziari, gli abusi edilizi o d'ufficio a carico di candidati del centrodestra». «Non è corretto né intellettualmente onesto essere garantisti e forcaioli a giorni alterni – aggiunge De Cet – chi deve accertare accerterà, nell'alveo delle procedure previste dalla legge. Se responsabilità, colpe o doli vi sono, saranno sanzionati secondo la legge, ma questo non sta nella dialettica politica, seppure non può dirsi un tema non politico. Infatti, i consiglieri di opposizione, stanno svolgendo egregiamente il loro compito di sindacato ispettivo, nei modi sobri, misurati ed efficaci propri della buona politica nella quale mi riconosco». (m.b.)

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