La Nuova Sardegna

Olbia

Azienda scarica in mare sequestrata la condotta

di Tiziana Simula
Azienda scarica in mare sequestrata la condotta

La guardia costiera denuncia un’attività del sughero nella zona industriale Anziché confluire nel depuratore le acque di lavorazione finivano nel golfo

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OLBIA. Scaricavano l’acqua di lavorazione del sughero della loro azienda direttamente in mare. Anziché collegarsi alle acque nere e quindi scaricare nel depuratore del Cipnes, la facevano defluire nella linea esterna delle acque bianche. Sversando di conseguenza nel golfo.

A finire nei guai è un’azienda che opera nel settore del sughero, nella zona industriale. Lo scarico abusivo è stato scoperto dagli uomini della guardia costiera. Che, su disposizione della Procura di Tempio, hanno messo sotto sequestro l’intera linea di sversamento e oltre venti metri di condotta, e denunciato la proprietà dell’azienda per scarico non autorizzato. Sono ancora in corso ulteriori accertamenti per risalire ai responsabili dei lavori, individuare a quando risalgano e verificare se l’acqua di lavorazione del sughero possa essere inquinante.

I militari del Nucleo operativo di protezione ambientale della Direzione marittima del Nord Sardegna, coordinati dal direttore marittimo, il capitano di vascello Giovanni Canu, sono entrati in azione in seguito a una segnalazione arrivata negli uffici della Capitaneria.

Il sopralluogo nella zona industriale è stato eseguito con la collaborazione dei vigili del fuoco di Olbia e della protezione civile.

Lo scarico di liquidi di origine sospetta è stato individuato in un canale nel tratto di mare antistante l’Isola Gabbia, nel golfo di Olbia.

Con la collaborazione del Cipnes, i militari del nucleo operativo di protezione ambientale hanno aperto tutti i tombini delle acque bianche e utilizzando la fluorescina, un tracciante che viene mescolato all’acqua dolce, sono risaliti all’azienda: è stato accertato che le acque di lavorazione contenute all’interno della vasca di bollitura del sughero, venivano convogliate nei pozzetti dedicati alle acque pluviali per poi defluire nella linea esterna delle acque bianche e quindi direttamente in mare.

Gli ufficiali, su disposizione della Procura, hanno quindi messo sotto sequestro l’intera linea di sversamento e la condotta, denunciando i proprietari dell’azienda per violazione dell’articolo 137 comma 1 del Testo unico ambientale, ovvero, per scarico non autorizzato.

A tutela dell’ambiente marino e costiero, il Cipnes ha sistemato nell’area marina interessata dallo sversamento delle barriere di contenimento, otto metri di panne assorbenti.

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