Il vermentino Docg di Gallura batte il virus

Sei milioni di bottiglie e 50 aziende che resistono e crescono. E ora lo sbarco sul web e sui social

OLBIA. La natura non si ferma. Nelle verdi vigne che colorano la Gallura, dalla pianura alla collina, si è continuato a lavorare e a produrre dell’ottimo vermentino. Nonostante la crisi generata dalla pandemia e la solitudine avvertita in cantina per via della mancanza dei visitatori, le aziende sono riuscite a resistere al virus e alcune di loro hanno addirittura migliorato il fatturato. Merito anche della grande distribuzione, che si è sempre più organizzata con ricche enoteche nei supermercati, e naturalmente dei fedeli consumatori. Significa che le persone, in questo lungo periodo di aperture a intermittenza dei bar e dei ristoranti, hanno comunque continuato a consumare vino tra le mura dello loro case.

Adesso, però, è arrivato il momento di guardare avanti. Superata la fase più dura della pandemia, il Consorzio del Vermentino di Gallura Docg ha deciso di inaugurare una nuova stagione. L’obiettivo è promuovere sempre di più la specificità del prodotto e investire in un cambio di immagine del Consorzio tramite anche una nuova piattaforma interattiva.

Eccellenza gallurese. Il Consorzio del Vermentino, che rappresenta l’unica Docg presente in Sardegna, è composto da cinquanta aziende. Insieme occupano un qualcosa come 2.500 ettari, per un totale di 6 milioni di bottiglie l’anno. Il 70% del mercato si concentra in Sardegna e in Italia, mentre il resto si suddivide in particolare tra Europa e Stati Uniti. «Invece di omologarci, siamo sicuri che la chiave per il successo nei prossimi anni sarà la valorizzazione delle proprie specificità – spiega Daniela Pinna, presidente del consorzio –. Possiamo contare su vini che hanno caratteristiche uniche, irripetibili in altri territori». Per questo uno degli obiettivi del consorzio è quello di puntare sulla vera essenza del vermentino: un vino gallurese e profondamente legato alla storia e alle caratteristiche naturali del territorio gallurese. Un vermentino che, tra le altre cose, è l’unico al mondo a possedere il marchio Docg. «È una cosa che bisognerebbe ben sapere e noi come consorzio abbiamo interpretato con questa chiave il nostro ruolo: far conoscere il territorio per proteggere il nostro vermentino» sottolinea ancora Daniela Pinna.

Nuova immagine. Negli ultimi mesi il consorzio ha lavorato per unire le forze delle aziende e per migliorare anche il settore della comunicazione. Per esempio, con la collaborazione dell’agenzia Visionare del fotografo Giuseppe Ortu, è in fase di completamento una piattaforma interattiva e innovativa tutta dedicata all’universo del vermentino. «Non si tratta di uno strumento di promozione delle singole cantine ma di una vera e propria finestra che metta in evidenza le caratteristiche del territorio e l’attività di ogni produttore nell’ambito dell’enoturismo – spiega Daniela Pinna –. Si rivolge al lato commerciale, agli appassionati e ai visitatori, offrendo loro una panoramica delle attività e dell’offerta della rete del consorzio». Il nuovo portale sarà pronto per la prima metà di giugno, con tanto di sezione con gli scatti fotografici dei vermentini delle cantine affiancati dai piatti creati dallo chef Giuseppe Barracu del ristorante Il Mattacchione. «Lavorare alla sua creazione è un’esperienza determinate che permette di constatare la diversità che ogni azienda porta con sé» aggiunge il fotografo Giuseppe Ortu. Insieme al nuovo sito, il consorzio svilupperà anche dei nuovi profili social.

Gli eventi. È ancora impossibile fissare delle date sul calendario, ma il consorzio è al lavoro per organizzare nuovi eventi con lo scopo di promuovere quello che è il prodotto simbolo della Gallura. La manifestazione più importante sarà sicuramente Benvenuto Vermentino, organizzata insieme a Camera di commercio, Promocamera e Comune, che dovrebbe tornare a inebriare le strade del centro storico olbiese a ottobre.

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