La Zes la farà la Port Authority
di Giandomenico Mele
Speranza per la zona economica speciale bloccata dai conflitti tra enti e da lungaggini burocratiche
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OLBIA. Sarà l’Autorità di sistema portuale della Sardegna a prendere in mano la questione della Zona economica speciale di Olbia, che langue tra pastoie burocratiche, amnesie politiche e conflitti tra enti. A pochi giorni dall’insediamento del nuovo presidente Rodolfo Giampieri, l’Associazione dei porti italiani (Assoporti) cerca di fare un passo avanti per il futuro delle Zes. Sarà infatti presentata una proposta di legge sulla semplificazione amministrativa nelle aree delle Zes e per il settore portuale, soprattutto attraverso l’azione portata avanti dalla ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, intervenuta per sottolineare l’esigenza di procedere subito con delle modifiche legislative per rendere le Zes effettivamente operative.
Semplificazioni. Il problema di Olbia è il solito: il rischio di essere oscurata dall’intraprendenza e l’egemonia politica di Cagliari, con la stessa ministra Carfagna che, di recente, non a caso ha citato proprio la Zes del capoluogo come progetto in campo. Mentre la nuova strategia, che Assoporti stimola, sarebbe quella originaria, che in Sardegna prevedeva un sistema di Zes integrate a livello regionale con i vari hub portuali. «Le azioni messe in atto prevedono una sostanziale semplificazione amministrativa e procedurale per le Zes, necessaria per il rilancio delle aree portuali del sud del Paese e per l’effettiva applicazione della stessa norma che prevede l’istituzione delle Zes – spiega la nota di Assoporti –. Nell’articolato della proposta di legge è prevista anche la semplificazione delle procedure relative ai Piani regolatori portuali, nonché la semplificazione di alcune parti del Codice ambientale. L’auspicio è quello di poter giungere all’anticipata decretazione di queste previsioni nelle misure legate al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza».
I conflitti. A generare ulteriore confusione è stato a Olbia il conflitto di competenze che ha opposto il Consorzio industriale e la stessa Port Authority regionale. «Per le zone economiche speciali l’unico interlocutore previsto dalla legge è l’Autorità di sistema portuale della Sardegna», aveva chiarito Natale Ditel, segretario generale della AdSp. Parole sottoscritte in pieno da Massimo Deiana, presidente della Port authority della Sardegna. L’attivismo del Cipnes, aveva creato malumore nei vertici dell’Autorità di sistema portuale. I Consorzi industriali non hanno alcuna competenza in questo senso. Non un fatto di gelosie istituzionali, ma di rispetto della legge. Il ruolo di Assoporti e l’ultima iniziativa legislativa del Governo sgomberano il campo da dubbi. Sarà solo l’AdSp della Sardegna l’interlocutore con Regione e Governo. La chiave di un iter lungo e complesso vede il punto di svolta nella perimetrazione delle aree sulle quali applicare la Zes e allocare le imprese. Su queste si sono già concentrati parecchi appetiti, con la futura Zona economica speciale di Olbia che dall’area portuale si potrebbe estendere alla zona dell’aeroporto.
La Zes. Burocrazia pari a zero, corridoi doganali semplificati, sgravi fiscali e agevolazioni. Le Zone economiche speciali sono collegate a un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo delle imprese e l’attrazione di investimenti, anche esteri. In Sardegna l’idea era quella di istituirne sei, tra cui quella di Olbia. La Zes assicurerà agli imprenditori, sia che abbiano già un’azienda, sia che vogliano aprirne una nuova, una serie di facilitazioni: un unico sportello burocratico; credito di imposta (fino a 50 milioni di euro), contratti di sviluppo e di investimento, incentivi all’occupazione e accordi per l’innovazione. Un grandissimo volano per parte degli insediamenti produttivi di Olbia.
Semplificazioni. Il problema di Olbia è il solito: il rischio di essere oscurata dall’intraprendenza e l’egemonia politica di Cagliari, con la stessa ministra Carfagna che, di recente, non a caso ha citato proprio la Zes del capoluogo come progetto in campo. Mentre la nuova strategia, che Assoporti stimola, sarebbe quella originaria, che in Sardegna prevedeva un sistema di Zes integrate a livello regionale con i vari hub portuali. «Le azioni messe in atto prevedono una sostanziale semplificazione amministrativa e procedurale per le Zes, necessaria per il rilancio delle aree portuali del sud del Paese e per l’effettiva applicazione della stessa norma che prevede l’istituzione delle Zes – spiega la nota di Assoporti –. Nell’articolato della proposta di legge è prevista anche la semplificazione delle procedure relative ai Piani regolatori portuali, nonché la semplificazione di alcune parti del Codice ambientale. L’auspicio è quello di poter giungere all’anticipata decretazione di queste previsioni nelle misure legate al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza».
I conflitti. A generare ulteriore confusione è stato a Olbia il conflitto di competenze che ha opposto il Consorzio industriale e la stessa Port Authority regionale. «Per le zone economiche speciali l’unico interlocutore previsto dalla legge è l’Autorità di sistema portuale della Sardegna», aveva chiarito Natale Ditel, segretario generale della AdSp. Parole sottoscritte in pieno da Massimo Deiana, presidente della Port authority della Sardegna. L’attivismo del Cipnes, aveva creato malumore nei vertici dell’Autorità di sistema portuale. I Consorzi industriali non hanno alcuna competenza in questo senso. Non un fatto di gelosie istituzionali, ma di rispetto della legge. Il ruolo di Assoporti e l’ultima iniziativa legislativa del Governo sgomberano il campo da dubbi. Sarà solo l’AdSp della Sardegna l’interlocutore con Regione e Governo. La chiave di un iter lungo e complesso vede il punto di svolta nella perimetrazione delle aree sulle quali applicare la Zes e allocare le imprese. Su queste si sono già concentrati parecchi appetiti, con la futura Zona economica speciale di Olbia che dall’area portuale si potrebbe estendere alla zona dell’aeroporto.
La Zes. Burocrazia pari a zero, corridoi doganali semplificati, sgravi fiscali e agevolazioni. Le Zone economiche speciali sono collegate a un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo delle imprese e l’attrazione di investimenti, anche esteri. In Sardegna l’idea era quella di istituirne sei, tra cui quella di Olbia. La Zes assicurerà agli imprenditori, sia che abbiano già un’azienda, sia che vogliano aprirne una nuova, una serie di facilitazioni: un unico sportello burocratico; credito di imposta (fino a 50 milioni di euro), contratti di sviluppo e di investimento, incentivi all’occupazione e accordi per l’innovazione. Un grandissimo volano per parte degli insediamenti produttivi di Olbia.
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