«Nessun finanziamento al terrorismo»
La difesa chiede l’assoluzione per i 4 imputati. I pm: condanne a 10 e 7 anni
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OLBIA. Per la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, gli imputati raccoglievano soldi che servivano a finanziare i combattenti in Siria, per le difese, si occupavano di edilizia in Gallura e non facevano parte di alcuna organizzazione volta a sostenere l’attività terroristica. È arrivato ieri alle battute finali il processo a carico di Chadad Mustafa, siriano, difeso dall’avvocato Salvatore Arcadipane, Abdulkarim Osman Haj, siriano anche lui, Wahmane Lahoucine, marocchino, e del latitante siriano Daadoue Anwar, tutti e tre difesi dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu. Sono accusati di far parte di un’organizzazione che, attraverso un sistema denominato in arabo “hawalà”, movimentava soldi che – secondo la Dda – servivano a finanziare le attività militari della formazione jihadista Al Nusra, considerata la ramificazione siriana di Al Qaeda. Alla Corte d’assise di Sassari, presieduta da Massimo Zaniboni, i pm Danilo Tronci e Rossana Allieri hanno chiesto la condanna degli imputati per entrambi i capi di imputazione – associazione con finalità di terrorismo per aver finanziato Al-Nusra e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento realizzata mediante il sistema “hawala”. Per Anwar, ritenuto il promotore dell’associazione (e personalità di spicco), l’accusa ha chiesto dieci anni di reclusione, per tutti gli altri, una condanna a 7 anni. La sentenza è attesa per il 7 giugno. Nella sua lunga e articolata arringa difensiva, che ieri ha chiuso le discussioni delle difese, l’avvocato Angelo Merlini ha smontato l’impianto accusatorio evidenziando come non ci sia prova, neanche a livello indiziario, che gli imputati abbiano costituito e partecipato a un’organizzazione con finalità di terrorismo per finanziare Al-Nusra. Così come non sia emerso alcun riscontro sul fatto che abbiano raccolto denaro per mandarlo in Siria e ogni considerazione fatta sulla questione siriana catturata nelle intercettazioni, era a titolo discorsivo e non di adesione al terrorismo.
I quattro erano stati arrestati nel 2018 dalla Digos di Sassari nel corso di una vasta operazione che aveva riguardato anche Emilia Romagna, Lombardia e Veneto col coinvolgimento della Guardia di finanza di Roma e Brescia. A Daadoue Anwar l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Cagliari era stata notificata in cella, a Copenaghen, da dove poi era evaso nel 2018, mentre a Olbia erano stati arrestati Chadad Mustafa e Ait Wahmane Lahoucine, entrambi prelevati da una palazzina di via Campidano. (t.s.)
I quattro erano stati arrestati nel 2018 dalla Digos di Sassari nel corso di una vasta operazione che aveva riguardato anche Emilia Romagna, Lombardia e Veneto col coinvolgimento della Guardia di finanza di Roma e Brescia. A Daadoue Anwar l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Cagliari era stata notificata in cella, a Copenaghen, da dove poi era evaso nel 2018, mentre a Olbia erano stati arrestati Chadad Mustafa e Ait Wahmane Lahoucine, entrambi prelevati da una palazzina di via Campidano. (t.s.)
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