La Nuova Sardegna

Olbia

Annegati nell’alluvione «Il locale era abitabile»

di Tiziana Simula
Annegati nell’alluvione «Il locale era abitabile»

Arzachena. A processo per omicidio colposo plurimo la titolare del seminterrato Il consulente della difesa: tragedia provocata da un evento climatico eccezionale

2 MINUTI DI LETTURA





ARZACHENA. La famiglia italo brasiliana Passoni – padre, madre e due figli di 21 e 17 anni – erano annegati durante l’alluvione del 18 novembre 2013 nello scantinato di una villetta, nelle campagne di Arzachena, dove erano stati ospitati dalla proprietaria dell’abitazione. La piena li aveva travolti mentre dormivano. Sotto processo con l’accusa di omicidio colposo plurimo, Nicolina Poggianti, 74 anni, originaria di Biella, a cui la Procura contesta di per aver ceduto, a titolo gratuito, il seminterrato di sua proprietà privo di abitabilità. La famiglia Passoni non aveva soldi per pagare un affitto ed era stata ospitata provvisoriamente nello scantinato, in attesa di ripartire per il Brasile. Ma la piena travolse l’abitazione, senza lasciare scampo agli ospiti. «Il seminterrato all’epoca non poteva avere l’abitabilità, ma oggi, con la legge urbanistica regionale attuale, quel locale, nelle stesse identiche condizioni di allora, sarebbe abitabile», ha spiegato al giudice Camilla Tesi, l’architetto Emiliano Bonapace, consulente della difesa, rispondendo alle domande del pubblico ministero Maria Antonietta Bacciu e del difensore della Poggianti, l’avvocato Egidio Caredda.

Il consulente ha evidenziato la portata eccezionale dell’evento climatico del 18 novembre 2013 – «in meno di 24 ore si sono riversati nell’area oltre 40 milioni di metri cubi di acqua», ha detto – ma anche le caratteristiche del ponte sul rio San Giovanni, basso e sottostimato rispetto a quella quantità. «I detriti hanno fatto da tappo creando un effetto diga: quella portata eccezionale ha tracimato travolgendo l’abitazione che si trova a valle del ponte». Il consulente ha anche descritto il seminterrato, riferendo che la porta d’ingresso, una porta finestra scorrevole, era ampia e che in condizioni di pioggia normali non avrebbe impedito la fuga degli ospiti, ma la forza esercitata dall’acqua verso la casa impedivano l’apertura dello scorrevole.

La difesa ha contestato al pm la richiesta di produrre documenti riguardanti l’allerta meteo e una relazione della Provincia, sostenendo che non ci sia prova che sia stata data l’allerta meteo al Comune e neppure alla Protezione civile, «è invece certo che non è stato attivato il Coc», ha detto l’avvocato Caredda. Sulla contestazione sollevata dal difensore il giudice si è riservato. Il processo proseguirà il 15 giugno con la discussione delle parti. Per quella data è attesa la sentenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative