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Nicolò Valente: «Chiedo giustizia per mio figlio»

Nicolò Valente: «Chiedo giustizia per mio figlio»

Nicolò Valente (nella foto) indossa la maglietta che ritrae il volto di suo figlio Ivan morto in uno scontro con un’altra auto l’8 settembre 2017 in un incrocio semideserto di Suiles, strada che...

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Nicolò Valente (nella foto) indossa la maglietta che ritrae il volto di suo figlio Ivan morto in uno scontro con un’altra auto l’8 settembre 2017 in un incrocio semideserto di Suiles, strada che serve la frazione di Pittulongu. Da due giorni ha appeso dei grandi striscioni davanti al tribunale per chiedere una sentenza giusta per la morte di suo figlio. Oggi il gup Caterina Interlandi dovrà decidere se la pena concordata da accusa e difesa – 2 anni e 9 mesi, con la sospensione della patente – è congrua. Dovrà cioè decidere se accettarla o rigettarla. «Non possiamo opporci al patteggiamento ma per quanto ci riguarda la pena concordata non è a nostro parere affatto congrua», era stato il commento dell’avvocato Vito Ippedico che assiste Nicolò

Valente, parte civile nel processo che vede imputato Paul Capelli per la morte di Ivan. L’udienza era stata rinviata a oggi anche per la valutazione della documentazione sul risarcimento, prodotta dalla difesa dell’imputato, l’avvocato Lorenzo Soro.

Ivan Valente era morto a pochi chilometri da casa, mentre dalla frazione che si affaccia sulla circonvallazione che conduce a Golfo Aranci, raggiungeva la città, dove lavorava in un’agenzia immobiliare. Erano circa le 9.30 del mattino. Poco oltre l’incrocio, lo schianto violentissimo con l’altra auto che aveva centrato la fiancata sinistra della sua Ford Fiesta, trascinandola per una trentina di metri. (t.s.)

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