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Olbia

Il Comune vince al Tar: «No al pontile a La Conia»

di Tiziana Simula
Il Comune vince al Tar: «No al pontile a La Conia»

Arzachena gli uffici avevano negato l’autorizzazione alla Portisco service La società voleva realizzare una struttura galleggiante lunga 60 metri

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ARZACHENA. Il Tar dice no a un nuovo pontile galleggiante di 60 metri nella cala di La Conia, nel golfo di Cannigione. Il Comune, che aveva negato l’autorizzazione alla Portisco service, la spunta nel braccio di ferro davanti al tribunale amministrativo a cui la società aveva presentato ricorso chiedendo l’annullamento del provvedimento di diniego degli uffici comunali. I giudici della sezione seconda del Tar hanno dato ragione all’amministrazione comunale – assistita dagli avvocati Stefano Forgiarini e Giosuè Seghezzi – che, col parere sfavorevole dell’Ufficio tutela del paesaggio, si era opposta all’autorizzazione, ritenendo che l’opera avrebbe compromesso la qualità dell’ambiente.

La “guerra del pontile” ha preso il via nel 2018 quando la Portisco service chiede l’autorizzazione demaniale marittima per la realizzazione della struttura galleggiante: 138 metri quadri di superficie nel tratto di mare che fronteggia una delle tre spiagge della parte nord del golfo di La Conia. Dicono sì, la capitaneria di porto della Maddalena, il Genio civile di Sassari, l’ufficio tecnico comunale, l’Agenzia delle dogane, mentre il dirigente dell’ufficio comunale per la tutela del paesaggio dice no, con un atto del 9 dicembre 2019. Parere negativo confermato nella conferenza di servizi del giorno dopo. Si ritiene che «l’opera e il conseguente flusso di imbarcazioni incida negativamente sulla qualità ambientale e apporti una significativa mutazione del quadro paesistico esistente». E che «determini inevitabilmente la compromissione di uno dei pochi angoli di spiaggia e di mare rimasti sostanzialmente intatti, destinati alla balneazione». Il procedimento si è concluso con un provvedimento unico di diniego del 23 gennaio 2020 adottato dal responsabile del Suape. La società, assistita dall’avvocato Pietro Corda, ha presentato ricorso chiedendo l’annullamento del diniego, e ottenendo una sospensiva. Il responsabile del Suap a quel punto ha riaperto il procedimento riconvocando la conferenza di servizi e nella seduta del 16 giugno 20202 il dirigente dell’ufficio comunale Tutela del paesaggio ha detto di nuovo no al progetto. Così, il responsabile del Suape, con un provvedimento unico, ha definitivamente respinto la richiesta della Portisco. La decisione del Comune è stata ritenuta corretta dal Tar. Che gli ha dato ragione, condannando la società ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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