Il Tar: no alla demolizione di villa Nizzi
Accolto il ricorso dei difensori e annullata l’ordinanza del Comune di Golfo Aranci. L’abitazione resta sotto sequestro
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OLBIA. Il Tar della Sardegna ha annullato l’ordinanza di demolizione della villa del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, finita sotto inchiesta per abusi edilizi. L’ordinanza del Comune di Golfo Aranci era già stata sospesa dallo stesso tribunale amministrativo su ricorso dei difensori del sindaco – gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana – e adesso è arrivata la sentenza che chiude anche il giudizio di merito.
Annullata l’ordinanza di demolizione, la situazione complessiva dell’abitazione del sindaco costruita a Terrata resta ancora complessa. La villa è sotto sequestro con un provvedimento che ha superato anche il vaglio della Cassazione. Inoltre, il gip del tribunale di Tempio ha anche disposto lo sgombero dell’abitazione dove il sindaco vive con la sua famiglia. Contro questo temuto provvedimento gli avvocati difensori di Nizzi hanno presentato ricorso in Cassazione e si attende ancora l’esito. Infine, sulla villa di Terrata è stato avviato anche un procedimento amministrativo per la sanatoria delle irregolarità.
L’ordinanza del Comune di Golfo Aranci, ora annullata dal Tar, risale al 29 gennaio del 2020. Il presupposto di partenza era che nel seminterrato dell'abitazione fosse stata realizzata una cucina abitabile, trasformando la destinazione d'uso di un locale che invece avrebbe dovuto ospitare al massimo una cantina. Non solo, la Procura di Tempio aveva contestato al sindaco di aver costruito con una concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Tutto questo nelle carte di un’inchiesta con cinque persone indagate: il padrone di casa, il titolare della società che ha eseguito i lavori, il direttore del cantiere, il progettista e un funzionario del Comune di Golfo Aranci.
Il primo provvedimento di sequestro dell’abitazione risale al 22 ottobre 2019, su disposizione del gip di Tempio, Caterina Interlandi. Ad eseguirlo gli agenti del corpo forestale. Da allora un susseguirsi di ricorsi, sequestri e dissequestri. Una sorta di doccia scozzese che ha tenuto il sindaco in scacco per un anno e mezzo. Gli ultimi due provvedimenti sono di qualche settimana fa: a Roma la Cassazione ha rigettato il ricorso per il dissequestro della villa sotto inchiesta. A Tempio, invece, il gip del tribunale di Tempio non ha accolto le richieste della difesa del sindaco e ha confermato il provvedimento di sgombero già notificato dal Comune di Golfo Aranci.
Per quanto riguarda il procedimento amministrativo di sanatoria delle irregolarità, i tecnici hanno già effettuato un primo sopralluogo nella villa di Terrata. L’obiettivo degli avvocati difensori è ottenere la conformità urbanistica dell’abitazione, sanando le presunte irregolarità, in contraddittorio col Comune di Golfo Aranci. Il sopralluogo, infatti, è stato eseguito proprio dai tecnici del Comune e ha riguardato il seminterrato. Alle operazioni di verifica erano presenti uno degli avvocati e anche la polizia giudiziaria per accertamenti specifici disposti dalla Procura di Tempio. L’iter, insomma, è ben avviato, ma il procedimento amministrativo si intreccia ancora con quello giudiziario. Per il sindaco Nizzi la buona notizia per il momento è l’annullamento della temuta ordinanza di demolizione che pesava come un macigno sulla sorte della villa di Terrata.(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Annullata l’ordinanza di demolizione, la situazione complessiva dell’abitazione del sindaco costruita a Terrata resta ancora complessa. La villa è sotto sequestro con un provvedimento che ha superato anche il vaglio della Cassazione. Inoltre, il gip del tribunale di Tempio ha anche disposto lo sgombero dell’abitazione dove il sindaco vive con la sua famiglia. Contro questo temuto provvedimento gli avvocati difensori di Nizzi hanno presentato ricorso in Cassazione e si attende ancora l’esito. Infine, sulla villa di Terrata è stato avviato anche un procedimento amministrativo per la sanatoria delle irregolarità.
L’ordinanza del Comune di Golfo Aranci, ora annullata dal Tar, risale al 29 gennaio del 2020. Il presupposto di partenza era che nel seminterrato dell'abitazione fosse stata realizzata una cucina abitabile, trasformando la destinazione d'uso di un locale che invece avrebbe dovuto ospitare al massimo una cantina. Non solo, la Procura di Tempio aveva contestato al sindaco di aver costruito con una concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Tutto questo nelle carte di un’inchiesta con cinque persone indagate: il padrone di casa, il titolare della società che ha eseguito i lavori, il direttore del cantiere, il progettista e un funzionario del Comune di Golfo Aranci.
Il primo provvedimento di sequestro dell’abitazione risale al 22 ottobre 2019, su disposizione del gip di Tempio, Caterina Interlandi. Ad eseguirlo gli agenti del corpo forestale. Da allora un susseguirsi di ricorsi, sequestri e dissequestri. Una sorta di doccia scozzese che ha tenuto il sindaco in scacco per un anno e mezzo. Gli ultimi due provvedimenti sono di qualche settimana fa: a Roma la Cassazione ha rigettato il ricorso per il dissequestro della villa sotto inchiesta. A Tempio, invece, il gip del tribunale di Tempio non ha accolto le richieste della difesa del sindaco e ha confermato il provvedimento di sgombero già notificato dal Comune di Golfo Aranci.
Per quanto riguarda il procedimento amministrativo di sanatoria delle irregolarità, i tecnici hanno già effettuato un primo sopralluogo nella villa di Terrata. L’obiettivo degli avvocati difensori è ottenere la conformità urbanistica dell’abitazione, sanando le presunte irregolarità, in contraddittorio col Comune di Golfo Aranci. Il sopralluogo, infatti, è stato eseguito proprio dai tecnici del Comune e ha riguardato il seminterrato. Alle operazioni di verifica erano presenti uno degli avvocati e anche la polizia giudiziaria per accertamenti specifici disposti dalla Procura di Tempio. L’iter, insomma, è ben avviato, ma il procedimento amministrativo si intreccia ancora con quello giudiziario. Per il sindaco Nizzi la buona notizia per il momento è l’annullamento della temuta ordinanza di demolizione che pesava come un macigno sulla sorte della villa di Terrata.(m.b.)
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