Olbia, maltrattamenti all'asilo: accusa infondata dei genitori
Il padre e la madre della bambina, dalle cui accuse partì l'inchiesta poi archiviata, devono rispondere di calunnia
OLBIA. Si infiamma in tribunale il processo per calunnia che vede imputati i genitori di una bambina che frequentava la scuola d’infanzia “Il girasole”, in via Fera. Secondo il padre e la madre la bambina sarebbe stata maltrattata dalle maestre e la vicenda, con tanto di filmati video, era diventata un caso nazionale con valutazioni pesanti sull’asilo paragonato a una sorta di lager. Nulla di tutto questo era però mai accaduto e l’inchiesta della Procura di Tempio si era conclusa con una clamorosa archiviazione. Per i genitori della bambina, invece, si sono spalancate le porte di un processo per calunnia, questa volta non da accusatori ma sul banco degli imputati. Con la titolare e le maestre dell’asilo costituite parte civile, tutte assistite dall’avvocato Giampaolo Murrighile.
Ieri in udienza sono sfilati davanti al giudice alcuni testimoni e subito l’atmosfera è diventata incandescente, pur essendo passati ormai sette anni dai fatti denunciati. Ad esempio, ieri hanno deposto il direttore della scuola d’infanzia e un carabiniere che aveva effettuato le indagini e che nell’abitazione dei genitori della bambini aveva trovato carte ancora coperte dal segreto istruttorio. Sono gli atti d’indagine che il padre della bambini aveva portato in tv per supportare la sua denuncia con il massimo clamore possibile. Come aveva fatto il genitore a procurarsi quelle carte ancora secretate, addirittura nel bel mezzo dell’inchiesta giudiziaria? Nello sconcerto generale, il testimone ieri in udienza ha riferito che a “passare” quelle carte sarebbe stato addirittura l’allora capo della Procura di Tempio, Domenico Fiordalisi. L’inchiesta giudiziaria sui presunti maltrattamenti all’asilo, invece, era stata condotta dal sostituto procuratore Angelo Beccu.
Archiviata quell’inchiesta, adesso si procede per calunnia, come hanno confermato anche le testimonianze, la posizione dei genitori grandi accusatori è piuttosto critica. Sarebbe persino emerso che la bambina indicata nei filmati in tv non era in realtà la figlia degli accusatori, che il giorno non era neppure a scuola. (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
