Tradizioni del mare: in cucina i segreti della zuppa di pesce
di Paolo Ardovino
Prosegue fino al 6 giugno il festival promosso dal Comune Il piatto a tavola ha un prezzo fisso, aderiscono 19 ristoranti
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GOLFO ARANCI. La zuppa di pesce a Golfo Aranci è un’icona che riesce a fare sintesi tra passato e modernità. Prima di tutto, rappresenta la tradizione, e quindi tiene viva la memoria di generazioni di pescatori che hanno visto nascere e ora crescere quello che un tempo era un semplice borgo sul mare. Poi c’è l’incontro con la modernità – talvolta con le rivisitazioni – degli chef e ancora con i palati non isolani e stranieri che la zuppa la scoprono per la prima volta. Racchiusi come in un pentolone (per rimanere in tema), sono questi gli argomenti che caratterizzano il “festival della zuppa di pesce”, proposto anche quest’anno dai ristoranti di Golfo Aranci. Da ieri e sino a domenica 6 giugno, le pentole sui fornelli profumano di golfo.
Pesci del golfo. «Ormai è un evento storico per chi è del posto, mentre tra i clienti spesso c’è chi non l’ha mai assaggiata – lo spiega Emanuele Porrini, contitolare del ristorante Pappafico, insieme a Giulio Mattu –. Ed è ovvio che sia così, in quanto si tratta di un piatto unico, con ingredienti del nostro mare e che quindi sono introvabili altrove». Il ristorante affacciato su piazza Cossiga è tra i diciannove sparsi per il comune in cui durante questa settimana è possibile trovare la zuppa. «La ricetta? Ognuno può inserire qualcosa di suo, ma di base è composta da tutto il pescato locale. Gallinelle, scorfani, cernie, calamari, seppie, cozze, vongole, triglie, scampi», ancora Emanuele.
Interpretazioni. Al Pappafico lo chef è Antonio “Tony” Truddaiu. Cognome sardo ma l’accento rivela ancora le origini siciliane. Palermitane. Per lui diverse esperienze in cucina all’estero, tra Gran Bretagna e Germania, poi la sua isola. «In particolare a Castellammare del Golfo, ma sempre in paesi di mare», e a forte attrazione marinara si è evoluta la sua cucina. In Gallura è arrivato ormai da qualche anno, «la zuppa? Per me non era una novità, avendo lavorato nel trapanese avevo conosciuto quella che si prepara da quelle parti. Qualcosa cambia: lì viene servita insieme al couscous, qui coi crostoni di pane».
I ristoranti. In giro cominciano già a farsi vedere turisti, personalità più o meno note, qualche addetto ai lavori impegnato sul set (blindatissimo) della Sirenetta a Cala Moresca. Per tutti, l’itinerario della zuppa di pesce inizia alle porte del comune e arriva sino al porto. Questi i ristoranti che aderiscono: Il segreto bio, Farè beach, La lanterna, Scorfano allegro, La vecchia marina, Giampippo, La spigola, Rosso pomodoro, Chiaro di luna, La taverna del lupo di mare, Cafè coco loco, Gambero ghiotto, L’ostrica ubriaca, Al belvedere, La capricciosa, Sapore 53, Pappafico, Da Ciro, Farè. Inoltre, in ogni attività dove è possibile gustare la zuppa verrà consegnata una cartolina dove inserire la propria recensione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pesci del golfo. «Ormai è un evento storico per chi è del posto, mentre tra i clienti spesso c’è chi non l’ha mai assaggiata – lo spiega Emanuele Porrini, contitolare del ristorante Pappafico, insieme a Giulio Mattu –. Ed è ovvio che sia così, in quanto si tratta di un piatto unico, con ingredienti del nostro mare e che quindi sono introvabili altrove». Il ristorante affacciato su piazza Cossiga è tra i diciannove sparsi per il comune in cui durante questa settimana è possibile trovare la zuppa. «La ricetta? Ognuno può inserire qualcosa di suo, ma di base è composta da tutto il pescato locale. Gallinelle, scorfani, cernie, calamari, seppie, cozze, vongole, triglie, scampi», ancora Emanuele.
Interpretazioni. Al Pappafico lo chef è Antonio “Tony” Truddaiu. Cognome sardo ma l’accento rivela ancora le origini siciliane. Palermitane. Per lui diverse esperienze in cucina all’estero, tra Gran Bretagna e Germania, poi la sua isola. «In particolare a Castellammare del Golfo, ma sempre in paesi di mare», e a forte attrazione marinara si è evoluta la sua cucina. In Gallura è arrivato ormai da qualche anno, «la zuppa? Per me non era una novità, avendo lavorato nel trapanese avevo conosciuto quella che si prepara da quelle parti. Qualcosa cambia: lì viene servita insieme al couscous, qui coi crostoni di pane».
I ristoranti. In giro cominciano già a farsi vedere turisti, personalità più o meno note, qualche addetto ai lavori impegnato sul set (blindatissimo) della Sirenetta a Cala Moresca. Per tutti, l’itinerario della zuppa di pesce inizia alle porte del comune e arriva sino al porto. Questi i ristoranti che aderiscono: Il segreto bio, Farè beach, La lanterna, Scorfano allegro, La vecchia marina, Giampippo, La spigola, Rosso pomodoro, Chiaro di luna, La taverna del lupo di mare, Cafè coco loco, Gambero ghiotto, L’ostrica ubriaca, Al belvedere, La capricciosa, Sapore 53, Pappafico, Da Ciro, Farè. Inoltre, in ogni attività dove è possibile gustare la zuppa verrà consegnata una cartolina dove inserire la propria recensione.
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