La Nuova Sardegna

Olbia

Docche e il figlio di nuovo liberi

di Tiziana Simula
Docche e il figlio di nuovo liberi

Il Riesame revoca gli arresti domiciliari. I giudici dissequestrano anche i 12mila metri quadri del Cipnes

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La decisione è arrivata ieri verso l’ora di pranzo dopo una lunga camera di consiglio: il tribunale del Riesame di Sassari ha revocato gli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore e creatore del Geovillage, Gavino Docche, e di suo figlio Fabio, che ha gestito il complesso immobiliare di zona industriale fino al 31 dicembre 2020. Sono accusati in concorso col direttore del Cipnes, Aldo Carta, e del notaio romano Vittorio Occorsio, di turbativa d’asta per aver ostacolato con varie condotte – questa l’accusa del procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, e del sostituto Mauro Lavra – la regolare vendita all’asta fallimentare del Geovillage, con l’obiettivo di riportare il compendio nelle mani della famiglia Docche. I giudici del primo collegio, presidente Elena Meloni (a latere Mauro Pusceddu e Valentina Nuvoli), avevano ascoltato a lungo il giorno prima i difensori dei Docche e ieri, accogliendo la loro richiesta, hanno revocato la misura cautelare che era scattata il 10 maggio scorso insieme al sequestro del Geovillage (recentemente dissequestrato dalla Procura). Gli arresti domiciliari sono stati sostituiti con una misura molto più leggera: i due imprenditori non potranno assumere incarichi di presidenza o di amministratori di società per un anno. «Siamo molto soddisfatti, attendiamo ora di conoscere le motivazioni che hanno condotto il tribunale della Libertà alla revisione del giudizio formulato dal gip del tribunale di Tempio», commentano gli avvocati Pietro Carzedda e Gianluca Tognozzi, difensori di Gavino Docche.

«Fabio Docche è felicissimo di aver riconquistato una libertà per troppo tempo perduta. È felice di poter riprendere a “vivere” i suoi due bimbi piccoli nella normalità, ma era consapevole che non vi potessero essere pronunce diverse. Giuridicamente è corretto così, considerata l’assoluta carenza delle esigenze cautelari», aggiungono gli avvocati Bruno Cuccu e Pasquale Ramazzotti.

Il collegio si è espresso favorevolmente anche nei confronti della richiesta di dissequestro di 12mila metri quadri del Geovillage avanzata dal Cipnes attraverso gli avvocati Alessandro Gentiloni e Marzio Altana: il Riesame ha annullato il sequestro preventivo dell’area che era stata riacquisita dal Consorzio industriale restituendola all’ente consortile. Una recente sentenza del Tar aveva stabilito che fosse «legittima e conforme alle previsioni contrattuali e normative statali e regionali», la riacquisizione del lotto da pare del Cipnes. I difensori di Aldo Carta si dicono soddisfatti. E si preparano ora a fare appello contro la sospensione dalle funzioni per un anno, del direttore del Consorzio industriale decisa dal gip Caterina Interlandi. Sospensione scattata dieci giorni fa.

Il tribunale di Sassari ha, infine, respinto l’appello della Procura che chiedeva per il notaio Vittorio Occorsio la sospensione dall’esercizio della professione. Confermato quanto disposto dal gip di Tempio. Ovvero nessuna misura. «È un provvedimento che rispecchia le effettive risultanze processuali – commentano gli avvocati Nicola Satta e Antonello Desini – Con questa decisione del Riesame, viene sposata appieno la nostra linea difensiva. Non possiamo che essere soddisfatti per il dottor Occorsio che ha sempre lavorato nel pieno rispetto della legge e dell’etica professionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative