Il gip: «Nuove indagini per la morte del centauro»
di Tiziana Simula
Il 26enne Luca Bussu era rimasto vittima in uno scontro con un’auto nel 2019 La Procura ha chiesto l’archiviazione ma il giudice ha disposto altri accertamenti
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OLBIA. Nessuna archiviazione per la morte di Luca Bussu. Il gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi ha disposto ulteriori indagini sull’incidente costato la vita al motociclista 26enne, morto il 18 settembre 2019, un mese dopo il terribile schianto tra la sua moto e un’auto avvenuto tra via Piemonte e via Umbria, traverse di via Vittorio Veneto. La Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Lucien Etienne Tiroloni, 34 anni, corso di Bastelicaccia, alla guida della Peugeot che il 24 agosto di due anni fa si scontrò violentemente con la motocicletta Yamaha di Luca Bussu. Secondo il pubblico ministero non erano emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio. Ma l’avvocato Giampaolo Murrighile che assiste la famiglia della vittima si è opposto alla richiesta di archiviazione. Opposizione accolta dal giudice per le indagini preliminari che ha disposto ulteriori approfondimenti, così come richiesto dal legale. Il gip ha ritenuto importante che siano sentiti alcuni testimoni, cosa che non è avvenuta, ma anche accertare l’esatta posizione di un’auto parcheggiata per capire se ci fosse o meno la giusta visibilità. Il pm avrà quattro mesi di tempo per svolgere le ulteriori indagini. Per il legale della famiglia è chiara la responsabilità del conducente della macchina. Il quale, procedendo lungo via Piemonte, non si sarebbe fermato allo stop, centrando il centauro che transitava in via Umbria, strada a senso unico con diritto di precedenza. Ciò sarebbe emerso anche da quanto riferito da alcuni testimoni. Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, è stata prodotta anche una perizia del consulente di parte che dimostra che la moto non stesse correndo, ma avesse una velocità inferiore ai 50 chilometri orari.
L’incidente stradale era avvenuto intorno alle 19. Il giovane centauro era stato sbalzato dalla sua moto finendo contro una macchina parcheggiata, mentre la sua Yamaha era finita contro il muro di un’abitazione. Le condizioni di Luca Bussu erano apparse subito molto gravi. Il ragazzo era stato trasferito in codice rosso con un’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia e poi trasferito in elicottero a Sassari, nel reparto di rianimazione. Dopo diversi giorni il ritorno a Olbia, sempre in un letto d’ospedale, dove era morto poco dopo, a quasi un mese dall’incidente. La notizia che l’inchiesta non sarà archiviata è stata accolta tra le lacrime dai familiari del giovane motociclista che attendono giustizia per la morte del loro figlio.
L’incidente stradale era avvenuto intorno alle 19. Il giovane centauro era stato sbalzato dalla sua moto finendo contro una macchina parcheggiata, mentre la sua Yamaha era finita contro il muro di un’abitazione. Le condizioni di Luca Bussu erano apparse subito molto gravi. Il ragazzo era stato trasferito in codice rosso con un’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia e poi trasferito in elicottero a Sassari, nel reparto di rianimazione. Dopo diversi giorni il ritorno a Olbia, sempre in un letto d’ospedale, dove era morto poco dopo, a quasi un mese dall’incidente. La notizia che l’inchiesta non sarà archiviata è stata accolta tra le lacrime dai familiari del giovane motociclista che attendono giustizia per la morte del loro figlio.
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