La basilica di San Simplicio nell’Isola del Romanico
di Dario Budroni
Olbia ha partecipato alla costituzione della fondazione con altri settanta comuni L’assessora Serra: chiesto il restauro del baldacchino e percorsi per non vedenti
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OLBIA. Le sue fondamenta trovano spazio tra i resti di un tempio romano. E da sempre porta il nome di un uomo che, più di 1700 anni fa, fu trafitto da una lancia perché, tra le strade dell’antica Olbia, predicava il vangelo insieme ad altri religiosi. La basilica di San Simplicio, costruita un millennio fa durante il giudicato di Gallura, è il più antico e importante monumento religioso della Sardegna nord-orientale. Ed è grazie a lei se Olbia ha partecipato alla costituzione della Fondazione «Sardegna Isola del Romanico», ufficialmente nata sabato a Santa Giusta con l’obiettivo di mettere in rete tutti quei comuni che al loro interno ospitano un monumento di arte romanica. Un lungo percorso di valorizzazione che interesserà dunque anche la basilica olbiese, dove, per esempio, sarà anche restaurato l’antico baldacchino.
Novità a San Simplicio. La fondazione, alla quale il Comune ha aderito dopo il via libera del consiglio comunale, nasce con l’obiettivo di valorizzare l’arte romanica in Sardegna attraverso anche la ricerca di risorse europee, nazionali e regionali. «Saranno studiati e attuati numerosi progetti comuni. Poi ogni città o paese avanzerà le sue richieste specifiche – spiega Sabrina Serra, l’assessora alla Cultura che ha partecipato alla costituzione della fondazione –. Per quanto riguarda San Simplicio, per esempio, abbiamo chiesto il restauro del baldacchino della basilica, che è molto antico. Ma non solo. Abbiamo anche chiesto che vengano realizzati dei percorsi di visita dedicati ai non vedenti. Sono comunque le prime idee. Abbiamo già incontrato le associazioni culturali del territorio e presto torneremo a riunirci per studiare nuovi progetti e altre attività». A Santa Giusta era presente anche don Francesco Tamponi, delegato della Conferenza episcopale sarda per i beni culturali e per l’edilizia di culto e grande conoscitore e studioso della basilica di San Simplicio.
La fondazione. Con la nascita della fondazione, alla quale nel nord-est della Sardegna hanno aderito anche Luogosanto e Oschiri, saranno anche valorizzati gli itinerari e i percorsi di accesso ai siti e saranno studiate delle campagne di promozione, fino a creare un vasto parco del romanico che interesserà l’intera isola. «Il romanico è un vero e proprio museo a cielo aperto – prosegue l’assessora Serra –. I monumenti si trovano in tutta la Sardegna, anche in luoghi molto belli dal punto di vista ambientale. L’intero progetto della fondazione punta dunque anche alla destagionalizzazione. C’è grande entusiasmo. Hanno aderito settanta comuni, ma se ne aggiungeranno altri».
Scoprire la basilica. E mentre il Comune ha appena aderito alla neonata fondazione, la basilica di San Simplicio, dopo il lungo periodo di stop imposto dalla pandemia, da qualche settimana è nuovamente aperta anche alle visite guidate. All’interno della chiesa è il Museum Civitatense, promosso dalla Diocesi, a occuparsi dei percorsi di visita. Sottoterra, invece, c’è il museo della necropoli di San Simplicio, gestito dal Comune attraverso l’Aspo, dove si possono ammirare alcune tombe romane e la rampa di accesso al tempio di Cerere. Nel frattempo, allentate le restrizioni, il Comune riprenderà in mano anche il progetto «Medioevo in gioco», con l’obiettivo di valorizzare un periodo che ha caratterizzato la storia di Olbia ma che è ancora poco conosciuto.
Novità a San Simplicio. La fondazione, alla quale il Comune ha aderito dopo il via libera del consiglio comunale, nasce con l’obiettivo di valorizzare l’arte romanica in Sardegna attraverso anche la ricerca di risorse europee, nazionali e regionali. «Saranno studiati e attuati numerosi progetti comuni. Poi ogni città o paese avanzerà le sue richieste specifiche – spiega Sabrina Serra, l’assessora alla Cultura che ha partecipato alla costituzione della fondazione –. Per quanto riguarda San Simplicio, per esempio, abbiamo chiesto il restauro del baldacchino della basilica, che è molto antico. Ma non solo. Abbiamo anche chiesto che vengano realizzati dei percorsi di visita dedicati ai non vedenti. Sono comunque le prime idee. Abbiamo già incontrato le associazioni culturali del territorio e presto torneremo a riunirci per studiare nuovi progetti e altre attività». A Santa Giusta era presente anche don Francesco Tamponi, delegato della Conferenza episcopale sarda per i beni culturali e per l’edilizia di culto e grande conoscitore e studioso della basilica di San Simplicio.
La fondazione. Con la nascita della fondazione, alla quale nel nord-est della Sardegna hanno aderito anche Luogosanto e Oschiri, saranno anche valorizzati gli itinerari e i percorsi di accesso ai siti e saranno studiate delle campagne di promozione, fino a creare un vasto parco del romanico che interesserà l’intera isola. «Il romanico è un vero e proprio museo a cielo aperto – prosegue l’assessora Serra –. I monumenti si trovano in tutta la Sardegna, anche in luoghi molto belli dal punto di vista ambientale. L’intero progetto della fondazione punta dunque anche alla destagionalizzazione. C’è grande entusiasmo. Hanno aderito settanta comuni, ma se ne aggiungeranno altri».
Scoprire la basilica. E mentre il Comune ha appena aderito alla neonata fondazione, la basilica di San Simplicio, dopo il lungo periodo di stop imposto dalla pandemia, da qualche settimana è nuovamente aperta anche alle visite guidate. All’interno della chiesa è il Museum Civitatense, promosso dalla Diocesi, a occuparsi dei percorsi di visita. Sottoterra, invece, c’è il museo della necropoli di San Simplicio, gestito dal Comune attraverso l’Aspo, dove si possono ammirare alcune tombe romane e la rampa di accesso al tempio di Cerere. Nel frattempo, allentate le restrizioni, il Comune riprenderà in mano anche il progetto «Medioevo in gioco», con l’obiettivo di valorizzare un periodo che ha caratterizzato la storia di Olbia ma che è ancora poco conosciuto.
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