Olbia, sul nuovo lungomare vietati sup, canoe e barche a remi
Il giovane imprenditore che aveva aperto un'attività di noleggio: «Scusate olbiesi se sono stato troppo audace»
OLBIA. Con il nuovo waterfront la città si riappropria del suo mare, ma solo a metà. La passeggiata sulle onde nello specchio di mare davanti a via Redipuglia, a bordo di un sup, un kayak o una waterbike non è consentita. A vietarla un’ordinanza della capitaneria di porto. Le motivazioni sono indicate nella premessa dell’ordinanza: “salvaguardare la pubblica incolumità nonché la sicurezza della navigazione dello specchio acqueo peraltro interessato da intenso traffico diportistico in transito, diretto ai moli d’ormeggio dalla parte del lungomare, alla marina della Sacra Famiglia”. L’ordinanza stabilisce anche il divieto di ormeggio e sosta nel tratto di banchina/lungomare Francesco Cossiga, tra il “dente Bosazza” e la rotonda S’Artiglieria, parallelamente a via Genova e via Redipuglia. I mezzi non a motore potranno utilizzare lo specchio di mare solo in occasione di manifestazioni autorizzate. In tutti gli altri casi, nello specchio acqueo portuale e nello specifico in quello davanti al nuovo lungomare, è vietato svolgere qualsiasi tipo di attività ludico-sportivo-ricreativa che preveda l’impiego di mezzi che non siano dotati di propulsione a motore. Ma c’è di più. Nelle acque del porto di Olbia è vietato navigare a remi (bisognerà capire quindi come faranno gli atleti del canottaggio) e praticare attività di pesca e la balneazione.
Marco Canu, aveva inaugurato una manciata di giorni con la sua What’ sup rental, lungimirante attività di noleggio di sup, canoe e waterbike sul lungomare. In mano l’autorizzazione dell’Autorità portuale. «Se qualcuno pensa di farmi chiudere sbaglia – dice –: sposterò canoe e waterbike in spiaggia. Dopo mesi di fatica, lavoro e “telefonate” dove tutto pareva possibile, di punto in bianco non lo è più. Cari olbiesi scusate se sono stato troppo audace a pensare che il lungomare fosse uno slancio per nuove forme di turismo e opportunità per i giovani di praticare sport all'aria aperta. Si invitano i giovani a mettersi in gioco, a rischiare, con i propri soldi, e poi? Cara Olbia ancora una volta non sei pronta a fare il salto». (se.lu.)
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