La Nuova Sardegna

Olbia

«La sanità della Gallura fallimento eccezionale»

di Antonello Sechi
«La sanità della Gallura fallimento eccezionale»

Denuncia del sindaco di Arzachena e presidente della Conferenza socio-sanitaria Ragnedda: «I miei concittadini senza pediatra, gli ospedali e i paesi senza medici» 

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ARZACHENA. «Un fallimento eccezionale». Il fallimento è quello della Regione con la sanità gallurese e per Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena e presidente della Conferenza sociosanitaria che mette insieme i sindaci del territorio, non è più il tempo di pesare i toni e limare le parole per non urtare nessuno nella speranza di ottenere qualcosa. Di tempo ne è passato a sufficienza e la realtà è sempre più impietosa: l’ospedale di Olbia a un millimetro dallo stop completo del blocco operatorio, l’ospedale di Tempio che deve decidere se chiudere i reparti o il pronto soccorso, l’ospedale della Maddalena moribondo da tempo, paesi senza medico. E tra questi Arzachena, secondo comune del territorio dopo Olbia, 14mila abitanti durante tutto l’anno e molte migliaia di più in estate, senza un pediatra e adesso senza la certezza di una guardia turistica continuativa.

«La situazione è disarmante, inaccettabile – afferma il sindaco di Arzachena – Mancano servizi essenziali. Nella comunità che amministro non c’è un pediatra, non ci sono servizi specialistici e di notte, senza guardia medica, il paese è allo sbaraglio. Tutte le richieste presentate non hanno avuto risposta. La situazione è la stessa per la gran parte dei paesi: le richieste dei sindaci non vengono accolte. I servizi chiudono e non vengono ripristinati. Mancano i medici di medicina generale, mancano gli anestesisti e gli specialisti negli ospedali. All’ospedale Giovanni Paolo II nei giorni scorsi hanno avuto tre casi urgenti in contemporanea e hanno dovuto decidere a chi dare la precedenza per l’ingresso nell’unica sala operatoria funzionante a causa della mancanza di anestesisti. Davanti a un ictus, un infarto, un incidente che arrivano in contemporanea si rischia di dover decidere chi salvare. È inaccettabile. Come è inaccettabile che a Tempio si debba esaminare l’ipotesi folle della chiusura del pronto soccorso». Roberto Ragnedda, l’altro ieri, ha scritto al prefetto di Sassari Maria Luisa D’Alessandro, ovvero al rappresentante del governo, per segnalare la situazione. Un passo che ha un significato rilevante, considerato che la sanità è di competenza regionale. Ragnedda annuncia anche la convocazione della conferenza socio-sanitaria per il 14 giugno e annuncia la richiesta di «poteri sostitutivi», di «qualunque cosa serva a mettere in sicurezza il territorio». Anche se non lo dice, esamina l’ipotesi di portare davanti alla Procura della repubblica il caso sanità gallurese. Diversi amministratori si stanno convincendo che ci siano le condizioni per chiedere a un magistrato se non si configuri l’interruzione di pubblico servizio. Un pubblico servizio che più essenziale non potrebbe essere.

C’è un senso di urgenza: con lo sbarco dei turisti la situazione rischia di diventare esplosiva. Emerge la sfiducia nei confronti della Regione: le richieste di intervento sono rimaste senza risposta nonostante la vicinanza politica e la presenza nella giunta regionale e nel consiglio di diversi rappresentati galluresi. «La Regione – sbotta il presidente della Conferenza socio-sanitaria – non può venire qui solo a piazzare banchetti promozionali». Parole dure. Non c’è più il tempo per fare i diplomatici di fronte a un «fallimento eccezionale».



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