La guerra degli stalli finisce al Tar
di Tiziana Simula
Gli ambulanti contro l’ordinanza del Comune che ha negato il rinnovo automatico per dodici anni
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OLBIA. La protesta degli ambulanti del mercato di San Pantaleo si sposta dalla piazza al tribunale amministrativo. Un paio di mesi fa, avevano manifestato sotto il municipio la propria indignazione contro l’ordinanza di dicembre del Comune: una doccia gelata per tutti loro, con cui veniva negato il rinnovo automatico delle concessioni per dodici anni, a differenza di quanto stabilito dalla normativa nazionale e regionale. Al suo posto, una proroga tecnica di un anno – fino al 31 dicembre 2021 – con successivo bando pubblico per l’assegnazione dei posti. «Nonostante governo e regione abbiano ufficializzato il rinnovo d’ufficio delle concessioni, il sindaco applica la direttiva Bolkestein», lamentavano i commercianti, mentre bloccavano per alcuni minuti la viabilità di viale Principe Umberto.
La protesta è andata avanti. Sedici ambulanti che hanno la concessione per altrettanti stalli nella frazione olbiese e che ogni giovedì allestiscono il caratteristico mercato, hanno deciso di rivolgersi ai legali e di portare il caso all’attenzione dei giudici del Tar. Gli avvocati Mario Delitala e Nicola Norfo hanno impugnato il provvedimento della giunta Nizzi chiedendo al Tar «l’annullamento perché illegittimo per violazione di legge». L’amministrazione, secondo i due avvocati, avrebbe commesso, non uno ma due errori.
Per i legali, la giunta comunale di Olbia (ma anche quella di Arzachena contro cui è stato presentato lo stesso ricorso a tutela degli ambulanti locali), avrebbe dovuto applicare la normativa nazionale che ha disposto il rinnovo automatico delle concessioni fino al 31 dicembre 2032. Si tratta delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia connesse all’emergenza Covid, noto come decreto Rilancio. L’amministrazione, invece, ha negato il rinnovo automatico applicando la normativa europea e non quella italiana. «Il Comune, con il provvedimento da noi impugnato – spiegano gli avvocati Mario Delitala e Nicola Norfo –, ha deciso di assegnare le concessioni in scadenza attraverso un bando, disponendo al contempo una proroga tecnica delle concessioni della durata di un anno, quale tempo “necessario e sufficiente per una regolare nuova assegnazione” dei posteggi dei ricorrenti. Secondo la motivazione fornita dal Comune, il rinnovo automatico delle concessioni agli stessi operatori per dodici anni contrasterebbe con le disposizioni del diritto comunitario e, in particolare, con la direttiva nota come Bolkestein». E proprio a questo proposito, scatterebbe il secondo errore. In quanto la normativa europea a cui l’amministrazione fa riferimento, secondo il parere dei legali, riguarda solo le concessioni balneari e non le concessioni di posteggi per il commercio al dettaglio, escluse dal campo di applicazione della Bolkestein».
Non ci sarebbe, quindi, nessuna violazione dei principi comunitari. «Non si capisce davvero perché il Comune insista nell’invocare l’applicazione della direttiva Bolkestein anche alle concessioni per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche», ribadiscono i legali. Che chiedono al Tar di accertare e dichiarare l’illegittimità del provvedimento del Comune impugnato, disponendo il rinnovo fino al 31 dicembre 2032 delle concessioni degli ambulanti.
La protesta è andata avanti. Sedici ambulanti che hanno la concessione per altrettanti stalli nella frazione olbiese e che ogni giovedì allestiscono il caratteristico mercato, hanno deciso di rivolgersi ai legali e di portare il caso all’attenzione dei giudici del Tar. Gli avvocati Mario Delitala e Nicola Norfo hanno impugnato il provvedimento della giunta Nizzi chiedendo al Tar «l’annullamento perché illegittimo per violazione di legge». L’amministrazione, secondo i due avvocati, avrebbe commesso, non uno ma due errori.
Per i legali, la giunta comunale di Olbia (ma anche quella di Arzachena contro cui è stato presentato lo stesso ricorso a tutela degli ambulanti locali), avrebbe dovuto applicare la normativa nazionale che ha disposto il rinnovo automatico delle concessioni fino al 31 dicembre 2032. Si tratta delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia connesse all’emergenza Covid, noto come decreto Rilancio. L’amministrazione, invece, ha negato il rinnovo automatico applicando la normativa europea e non quella italiana. «Il Comune, con il provvedimento da noi impugnato – spiegano gli avvocati Mario Delitala e Nicola Norfo –, ha deciso di assegnare le concessioni in scadenza attraverso un bando, disponendo al contempo una proroga tecnica delle concessioni della durata di un anno, quale tempo “necessario e sufficiente per una regolare nuova assegnazione” dei posteggi dei ricorrenti. Secondo la motivazione fornita dal Comune, il rinnovo automatico delle concessioni agli stessi operatori per dodici anni contrasterebbe con le disposizioni del diritto comunitario e, in particolare, con la direttiva nota come Bolkestein». E proprio a questo proposito, scatterebbe il secondo errore. In quanto la normativa europea a cui l’amministrazione fa riferimento, secondo il parere dei legali, riguarda solo le concessioni balneari e non le concessioni di posteggi per il commercio al dettaglio, escluse dal campo di applicazione della Bolkestein».
Non ci sarebbe, quindi, nessuna violazione dei principi comunitari. «Non si capisce davvero perché il Comune insista nell’invocare l’applicazione della direttiva Bolkestein anche alle concessioni per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche», ribadiscono i legali. Che chiedono al Tar di accertare e dichiarare l’illegittimità del provvedimento del Comune impugnato, disponendo il rinnovo fino al 31 dicembre 2032 delle concessioni degli ambulanti.
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