calangianus
Una rotatoria come biglietto da visita
Ultimata l’opera. E anche l’albero “Spelacchio” ora dà segni di vita
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CALANGIANUS. Eccola lì la tanto attesa rotatoria di via Luras abbellita da un prato verde, con impianto di irrigazione, con dei fari che la illumineranno di notte e, al centro, rocce ornamentali e una sughera, simbolo del paese. Un bel rondò per chi entra a Calangianus. L'opera, progetto del geometra Emilio Masia, ha avuto un costo complessivo di 75mila euro e ha riqualificato uno svincolo in una posizione determinante. È un bel biglietto da visita. Sparisce quell’area circolare del tutta spoglia e invasa dalle erbacce all’ingresso del paese. Per un paio di decenni è stato un monumento ai buoni propositi. Negli anni in cui i turisti affluivano per visitare il museo del sughero o partecipare alle sagre estive si affermava ai quattro venti che la rotatoria di “lu Cau di lu palu” doveva essere ben altro per accogliere chi arrivava a Calangianus. È diventata una realtà a giugno 2021. A suo tempo, a chi chiedeva un bello spazio verde con fiori, il sindaco Albieri rispondeva: «Occorrono tanti soldi per la manutenzione, abbiamo fatto una scelta diversa. L'importante è renderla decorosa e metterla in sicurezza». Oggi è tutto chiaro. Un bel colpo d’occhio quel verde con al centro le rocce di granito ma con una quercia da sughero che ha subito avuto la sua pubblicità. Trapiantata in inverno, la sughera a primavera non dava ancora segni di ripresa. Per questo c’è chi l’ha chiamata lo “Spelacchio” calangianese. Era il trionfo dell’ironia e gli sfottò non sono mancati. A giugno però sui social si scrive: «A volte si parla troppo presto prima di vedere il risultato finale. Adesso è bello Spelacchio, si sta riprendendo». Il sindaco tira un sospiro di sollievo e il suo “bravi” alle maestranze gli è venuto su dal cuore. Soprattutto all’agronomo, sempre rassicurante sul futuro della sughera “Spelacchio”. (p.z.)
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