IL caso
Olbia, Piro: «Bando rifiuti in scadenza, mai discusse le linee di indirizzo»
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Marco PiroIl consigliere di Liberi: «Impensabile che la commissione Ambiente si sia riunita una sola volta in due anni»
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OLBIA. «I numeri parlano chiaro, altro che maggioranza del fare – commenta il consigliere del gruppo di opposizione “Liberi e uniti per Olbia”, Marco Piro –. Penso a una commissione importante come quella all’Ambiente, mai riunita nel 2019, una volta nel 2020. Già due volte in aula ho chiesto che si portino in discussione le linee guida del nuovo bando per la raccolta dei rifiuti, un bando da 18 milioni di euro all’anno in scadenza a luglio. È gravissimo che la commissione Ambiente, deputata a esaminare le linee guida del futuro servizio, che poi dovranno transitare in Consiglio, a oggi si sia riunita una sola volta in due anni e che di questo tema di grandissima importanza non sia stata spesa una sola parola. Ma in generale fa sorridere che una amministrazione che si dichiara green ed ecosostenibile poi non faccia una sola riunione in commissione Ambiente». Piro ricorda come il precedente bando per la nettezza urbana fu messo a punto dall’amministrazione di cui era assessore all’Ambiente. «Se ne discusse in commissione e poi in Consiglio – aggiunge –. Non si può lasciare agli uffici il compito di dare indicazioni su un tema che riguarda la comunità e la impegna anche dal punto di vista economico». Piro riconosce il lavoro della commissione Urbanistica «che ha lavorato anche in tempo di pandemia per via telematica per portare avanti l’esame delle osservazioni al Puc». Ma tira una frecciatina al passo da bradipo della commissione Lavori pubblici. «Lì si sarebbe potuto e dovuto parlare delle zone 30, delle piste ciclabili, della mobilità della città – attacca il consigliere di opposizione candidato con Augusto Navone –. Argomenti invece decisi dall’uomo solo al comando senza alcun tipo di confronto, non solo con i consiglieri di opposizione, ma con la popolazione. Certo non mi stupisce dal momento che questa amministrazione si è caratterizzata per non aver mai coinvolto i cittadini nelle sue scelte. Basti pensare al coordinamento dei comitati di quartiere, incontrati il primo anno e poi dimenticati». (se.lu.)
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