Geovillage, la delusione di Maugeri: eravamo pronti ad aprire
Tiziana Simula
Il consulente romano spiega perché voleva gestire il compendio per 18 mesi. «Non capisco il no alla mia offerta, ma mi attengo alla decisione del giudice»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. «Sì, ci sono rimasto male. Sono molto dispiaciuto per la bocciatura del tribunale, anche perché mi era stata chiesta ulteriore documentazione: mi sono subito attivato per produrla. Ma il “no” alla mia offerta è arrivato improvviso, prima che consegnassi ciò che mi era stato richiesto. Una doccia gelata. Faccio un passo indietro, attenendomi al giudizio del giudice». Di lui, Giovanni Maugeri, 49 anni di Roma, imprenditore, consulente, autore di libri, specialista in profit management alberghiero, si parla da giorni. Era sua l’unica offerta presentata al bando di gara per un affitto di 18 mesi del Geovillage, una gestione transitoria in attesa della vendita a un nuovo acquirente. Offerta bocciata per mancanza di requisiti.
È lui stesso a farsi avanti e a spiegare perché ha deciso di lanciarsi nel progetto. Lui, che da vent’anni opera nel settore alberghiero, che ha creato il “Metodo Maugeri” e scritto la “Bibbia dell’albergatore”, che attualmente fornisce consulenza a una ventina di strutture alberghiere in Italia e che è direttore del Corso di formazione “Hotel profit academy”. Uno che di gestione alberghiera se ne intende parecchio, insomma. Uno che non si presenta con la valigetta piena di soldi, ma di competenza. Quella che avrebbe voluto investire sul Geovillage. Realtà a lui nota. «Io e il mio team la conosciamo bene perché abbiamo seguito la formazione del personale negli ultimi anni», dice. E spiega il perché della sua decisione. «Non sono un avventuriero, solo con una lunga esperienza operativa e di gestione e una conoscenza approfondita delle logiche che regolano questo settore, si può arrivare a una decisione così coraggiosa con un bando dalle condizioni proibitive. Tanto proibitive che, infatti, è stata presentata una sola offerta. La mia. Ho visto nella possibilità di gestione per 18 mesi, non un’opportunità commerciale ma la possibilità di dare continuità al territorio e a quel senso di appartenenza che caratterizza la nostra amata Sardegna».
Maugeri spiega di aver lavorato col suo team giorno e notte al progetto, «eravamo pronti ad aprire già da luglio». Ciò nonostante tutte le difficoltà, tutti i limiti strutturali e organizzativi di un’apertura a stagione estiva cominciata, con la manutenzione e le volture da fare, il personale da trovare, la parte commerciale con tour operator e vendite online da curare. «Ci abbiamo messo anima e cuore, prevedendo anche una celere apertura dei centri sportivi per dare la possibilità alle associazioni del territorio di poter continuare la loro attività sociale – prosegue –. Abbiamo tenuto in piedi, grazie alla nostra esperienza di contrattazione commerciale, importanti accordi con le società sportive e organizzatrici di grandi eventi anche in vista degli appuntamenti che all’inizio dell’autunno vedranno protagonista Olbia, come i campionati mondiali di Judo (più di mille persone al giorno per 12 giorni), il campionato di calcio paraolimpico, il campionato di bocce show-down, il campionato internazionale di scacchi. Questa gestione avrebbe portato un beneficio in termini economici e di prestigio anche al nuovo acquirente del Geovillage che, invece, si troverà una situazione di degrado e abbandono». Fa poi riferimento allo staff del Geo che, dice «nonostante le difficoltà, ho tenuto unito, motivato e pronto all’apertura: oltre cento persone affidabili e competenti rimaste spiazzate e confuse da questa decisione e preoccupate del loro futuro». Con dispiacere Maugeri ingoia il boccone amaro. «Nonostante fossi convinto, anche grazie al colloquio positivo avuto in tribunale il giorno stesso della consegna della mia offerta, di poter riaprire il Geo, faccio un passo indietro, attenendomi alla decisione del giudice».
È lui stesso a farsi avanti e a spiegare perché ha deciso di lanciarsi nel progetto. Lui, che da vent’anni opera nel settore alberghiero, che ha creato il “Metodo Maugeri” e scritto la “Bibbia dell’albergatore”, che attualmente fornisce consulenza a una ventina di strutture alberghiere in Italia e che è direttore del Corso di formazione “Hotel profit academy”. Uno che di gestione alberghiera se ne intende parecchio, insomma. Uno che non si presenta con la valigetta piena di soldi, ma di competenza. Quella che avrebbe voluto investire sul Geovillage. Realtà a lui nota. «Io e il mio team la conosciamo bene perché abbiamo seguito la formazione del personale negli ultimi anni», dice. E spiega il perché della sua decisione. «Non sono un avventuriero, solo con una lunga esperienza operativa e di gestione e una conoscenza approfondita delle logiche che regolano questo settore, si può arrivare a una decisione così coraggiosa con un bando dalle condizioni proibitive. Tanto proibitive che, infatti, è stata presentata una sola offerta. La mia. Ho visto nella possibilità di gestione per 18 mesi, non un’opportunità commerciale ma la possibilità di dare continuità al territorio e a quel senso di appartenenza che caratterizza la nostra amata Sardegna».
Maugeri spiega di aver lavorato col suo team giorno e notte al progetto, «eravamo pronti ad aprire già da luglio». Ciò nonostante tutte le difficoltà, tutti i limiti strutturali e organizzativi di un’apertura a stagione estiva cominciata, con la manutenzione e le volture da fare, il personale da trovare, la parte commerciale con tour operator e vendite online da curare. «Ci abbiamo messo anima e cuore, prevedendo anche una celere apertura dei centri sportivi per dare la possibilità alle associazioni del territorio di poter continuare la loro attività sociale – prosegue –. Abbiamo tenuto in piedi, grazie alla nostra esperienza di contrattazione commerciale, importanti accordi con le società sportive e organizzatrici di grandi eventi anche in vista degli appuntamenti che all’inizio dell’autunno vedranno protagonista Olbia, come i campionati mondiali di Judo (più di mille persone al giorno per 12 giorni), il campionato di calcio paraolimpico, il campionato di bocce show-down, il campionato internazionale di scacchi. Questa gestione avrebbe portato un beneficio in termini economici e di prestigio anche al nuovo acquirente del Geovillage che, invece, si troverà una situazione di degrado e abbandono». Fa poi riferimento allo staff del Geo che, dice «nonostante le difficoltà, ho tenuto unito, motivato e pronto all’apertura: oltre cento persone affidabili e competenti rimaste spiazzate e confuse da questa decisione e preoccupate del loro futuro». Con dispiacere Maugeri ingoia il boccone amaro. «Nonostante fossi convinto, anche grazie al colloquio positivo avuto in tribunale il giorno stesso della consegna della mia offerta, di poter riaprire il Geo, faccio un passo indietro, attenendomi alla decisione del giudice».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
