«Ospedali vicini al tracollo scatteranno le denunce»
di Stefania Puorro
La Cgil è pronta a chiedere l’intervento della Procura: «Necessaria un’indagine» Oggi si riunisce la conferenza territoriale, attesi la giunta regionale e i vertici Ats
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OLBIA. Presenterà una denuncia al prefetto. Ed è pronta a farne arrivare un’altra anche sul tavolo della Procura della Repubblica. «La sanità gallurese è a un passo dal tracollo e ci sono tutti i presupposti perché sia avviata un’indagine, per eventualmente accertarne le responsabilità, su una serie di oggettive criticità che causano il mancato e pieno riconoscimento del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione».
La Cgil Gallura, attraverso la sua segretaria Luisa Di Lorenzo, si schiera al fianco dei sindaci del territorio. E lo fa ancora una volta proprio nel giorno della conferenza socio sanitaria (in programma questa mattina al museo archeologico), in cui verrà dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Un incontro al quale sono stati invitati gli assessori regionali, i vertici dell’Ats, tutti i consiglieri galluresi della Regione (di maggioranza e minoranza).
«Abbiamo più volte denunciato, e continueremo a farlo, le carenze della nostra sanità pubblica - dice Luisa Di Lorenzo. Certo, la situazione si è aggravata con l’emergenza sanitaria da Covid-19 ma la pandemia non c’entra nulla con tutta una serie di ridimensionamenti degli organici che da anni pesano sui tre ospedali della Provincia Gallura. Tagli causati dall’inerzia delle funzioni di governance aziendale, ma anche e soprattutto del livello politico che ha competenza in ambito di programmazione sanitaria: la Regione e l’assessorato alla Sanità».
La Cgil parla di un tracollo che arriverà probabilmente durante l’estate «come hanno dichiarato tutti i sindaci e come attestano le proteste del personale sanitario gallurese, ormai allo stremo. Come si fa a non capire che il tema della salute riguarda ciascuno di noi? Se non funziona un passaggio si va a inficiare e compromettere il benessere di tutti, ovvero di chi lavora negli ospedali, dei pazienti che vi sono ricoverati, degli utenti e dei soggetti fragili che hanno bisogno di cure e assistenza. La persistente e insostenibile carenza di organico in molte unità operative mette a repentaglio l’appropriatezza e la qualità delle prestazioni sanitarie. Spesso questa situazione si traduce in ordini di servizio illegittimi che sottraggono il giusto riposo ai dipendenti, eludendo la legge, anche qui a rischio della sicurezza del lavoratore e degli stessi pazienti. Non rinunceremo alla battaglia per la tutela dei lavoratori della sanità - continua la segretaria della Cgil Gallura - né tantomeno alla tutela della salute dei galluresi e dei turisti che ancora scelgono la nostra terra per le loro vacanze. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili: dall’organizzazione a fine estate di un convegno sulla sanità a cui inviteremo tutti i sindaci del territorio, gli operatori del settore e i nostri interlocutori politici, sino ad azioni di mobilitazione che coinvolgano i lavoratori (proclamazione di sciopero) e i cittadini (manifestazioni di piazza)».
La Cgil Gallura, attraverso la sua segretaria Luisa Di Lorenzo, si schiera al fianco dei sindaci del territorio. E lo fa ancora una volta proprio nel giorno della conferenza socio sanitaria (in programma questa mattina al museo archeologico), in cui verrà dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Un incontro al quale sono stati invitati gli assessori regionali, i vertici dell’Ats, tutti i consiglieri galluresi della Regione (di maggioranza e minoranza).
«Abbiamo più volte denunciato, e continueremo a farlo, le carenze della nostra sanità pubblica - dice Luisa Di Lorenzo. Certo, la situazione si è aggravata con l’emergenza sanitaria da Covid-19 ma la pandemia non c’entra nulla con tutta una serie di ridimensionamenti degli organici che da anni pesano sui tre ospedali della Provincia Gallura. Tagli causati dall’inerzia delle funzioni di governance aziendale, ma anche e soprattutto del livello politico che ha competenza in ambito di programmazione sanitaria: la Regione e l’assessorato alla Sanità».
La Cgil parla di un tracollo che arriverà probabilmente durante l’estate «come hanno dichiarato tutti i sindaci e come attestano le proteste del personale sanitario gallurese, ormai allo stremo. Come si fa a non capire che il tema della salute riguarda ciascuno di noi? Se non funziona un passaggio si va a inficiare e compromettere il benessere di tutti, ovvero di chi lavora negli ospedali, dei pazienti che vi sono ricoverati, degli utenti e dei soggetti fragili che hanno bisogno di cure e assistenza. La persistente e insostenibile carenza di organico in molte unità operative mette a repentaglio l’appropriatezza e la qualità delle prestazioni sanitarie. Spesso questa situazione si traduce in ordini di servizio illegittimi che sottraggono il giusto riposo ai dipendenti, eludendo la legge, anche qui a rischio della sicurezza del lavoratore e degli stessi pazienti. Non rinunceremo alla battaglia per la tutela dei lavoratori della sanità - continua la segretaria della Cgil Gallura - né tantomeno alla tutela della salute dei galluresi e dei turisti che ancora scelgono la nostra terra per le loro vacanze. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili: dall’organizzazione a fine estate di un convegno sulla sanità a cui inviteremo tutti i sindaci del territorio, gli operatori del settore e i nostri interlocutori politici, sino ad azioni di mobilitazione che coinvolgano i lavoratori (proclamazione di sciopero) e i cittadini (manifestazioni di piazza)».
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