Quattro medaglie d’oro per i vini Tani di Monti
La giovane cantina si afferma in tre concorsi internazionali con il cannonau e il vermentino
2 MINUTI DI LETTURA
MONTI . Pioggia di medaglie d’oro (quattro) per la cantina Tani, in tre concorsi internazionali: la nona edizione “Grenaches du Monde”, la XVI edizione del concorso dei vini autoctoni del sud Italia “Radici del sud” e la XIX edizione di “Città del vino”. In tutti e tre i concorsi ha primeggiato il cannonau “Donosu” annata 2019, mentre nel concorso “Città de vino” si è aggiunto il vermentino di Gallura docg Superiore Taerra.
Momento strepitoso per la giovane cantina Tani, che arricchisce il suo palmares con significative affermazioni a livello internazionale. Non si può più parlare di sorpresa. Nei tre concorsi, protagonista assoluto il cannonau. Questo vitigno, che sino a poco tempo fa si credeva importato dalla Spagna, avrebbe in realtà origini sarde. Comunque sia ha trovato il suo habitat anche nel territorio di Monti.
In tutti e tre i concorsi che hanno premiato le produzioni di Tonino Tani, le giurie erano composte da qualificatissimi esperti del mondo enotecnico europeo. Il concorso Grenaches du Monde si è svolto in modo itinerante. I vini sono stati selezionati nelle quattro capitali del grenache: Chateauneuf – du – Pape e Parpignan capoluogo del Russillon (Francia); Cebreros in Castiglia y Leon (Spagna) e Ascoli Piceno (Italia). La XVI edizione di “Radici del Sud” si è svolta a Sannicardo di Bari, dove la cantina Tani ha esordito cogliendo il “Primo classificato” spiazzando la concorrenza di 125 aziende provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che hanno presentato in concorso oltre 300 vini. Infine al XIX concorso internazionale dell’Associazione nazionale Città del Vino a Castelvetro di Modena, Tani ha colto un significativo bis vincente con Donosu e Taerra. Felici per il successo Tonino Tani e le figlie Angelica e Roberta, che vedono gratificati il quotidiano impegno nella conduzione dei vigneti, nella lavorazione e produzione di ottimi vini in cantina, che hanno fatto un decisivo salto di qualità. «Tutto ciò si è reso possibile – commentano – grazie al gioco di squadra, che con abnegazione, mette tanta premura, mentre un ringraziamento particolare va all’enologo Sergio D’Amico che da anni si prodiga a tenere alto il nome della cantina Tani».
Giuseppe Mattioli
Momento strepitoso per la giovane cantina Tani, che arricchisce il suo palmares con significative affermazioni a livello internazionale. Non si può più parlare di sorpresa. Nei tre concorsi, protagonista assoluto il cannonau. Questo vitigno, che sino a poco tempo fa si credeva importato dalla Spagna, avrebbe in realtà origini sarde. Comunque sia ha trovato il suo habitat anche nel territorio di Monti.
In tutti e tre i concorsi che hanno premiato le produzioni di Tonino Tani, le giurie erano composte da qualificatissimi esperti del mondo enotecnico europeo. Il concorso Grenaches du Monde si è svolto in modo itinerante. I vini sono stati selezionati nelle quattro capitali del grenache: Chateauneuf – du – Pape e Parpignan capoluogo del Russillon (Francia); Cebreros in Castiglia y Leon (Spagna) e Ascoli Piceno (Italia). La XVI edizione di “Radici del Sud” si è svolta a Sannicardo di Bari, dove la cantina Tani ha esordito cogliendo il “Primo classificato” spiazzando la concorrenza di 125 aziende provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che hanno presentato in concorso oltre 300 vini. Infine al XIX concorso internazionale dell’Associazione nazionale Città del Vino a Castelvetro di Modena, Tani ha colto un significativo bis vincente con Donosu e Taerra. Felici per il successo Tonino Tani e le figlie Angelica e Roberta, che vedono gratificati il quotidiano impegno nella conduzione dei vigneti, nella lavorazione e produzione di ottimi vini in cantina, che hanno fatto un decisivo salto di qualità. «Tutto ciò si è reso possibile – commentano – grazie al gioco di squadra, che con abnegazione, mette tanta premura, mentre un ringraziamento particolare va all’enologo Sergio D’Amico che da anni si prodiga a tenere alto il nome della cantina Tani».
Giuseppe Mattioli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
