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Olbia

La Biennale parla anche gallurese

di Sebastiano Depperu
La Biennale parla anche gallurese

Alessandro Melis cura il Padiglione Italia a Venezia: «La casa dei nonni a Luogosanto è la mia vita» 

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LUOGOSANTO. C'è un tocco di Sardegna alla Biennale di Architettura di Venezia. Il curatore dell'area Italia è l'architetto di origini luogosantesi Alessandro Melis. La biennale è l’evento internazionale più importante sull’architettura. Quest’anno conta 112 partecipazioni e 46 paesi. Per la prima volta il Ministro della Cultura ha nominato un sardo come curatore del Padiglione nazionale italiano. Alessandro Melis, dunque, curatore e progettista ha scelto come tema le “Comunità Resilienti”. «Sono molto onorato di aver ricevuto questo incarico – ha detto il professionista – per me è un gran privilegio curare un evento così importante a livello mondiale». Alessandro Melis, classe 1969, è sia un architetto professionista che un accademico di fama internazionale; ma con i piedi ben saldi nelle sue radici isolane. «Sono nato a Cagliari e ho sempre la mia casa in Sardegna – prosegue – Per me la Sardegna è casa ma quella dei miei nonni materni a Luogosanto è tutta la mia vita. Quando torno in Sardegna vado a Luogosanto e mi sento sempre a casa. Anche nei miei lavori in giro per i mondo porto con me, sempre, un po' di Luogosanto, di Gallura, di Sardegna». Melis vive tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti. È professore ordinario di innovazione architettonica all’università di Portsmouth (Usa), direttore dell’International Cluster for Sustainable Cities, e fondatore di Heliopolis 21-Architetti. Oltre a essere il curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2021, è anche ambasciatore del Design italiano (Adi). È stato anche direttore del dottorato di architettura all'università di Auckland, direttore di pianificazione territoriale all'Università di Vienna, membro onorario all’università di Edimburgo, e dell’Academic Body della Foster Foundation. La rilevanza del suo contributo alla ricerca è corroborata da 160 pubblicazioni scientifiche, da altrettante citazioni in pubblicazioni divulgative come Wired, e The Independent, da conferenze presso istituzioni come l’Università di Cambridge, il MoMA di New York, la China Academy of Art, l’Istituto Italiano di Cultura a Londra, e TEDx. È di recente pubblicazione una monografia sul suo lavoro dal titolo “Alessandro Melis. Utopic Real World” e sui progetti dello studio Heliopolis 21 che ha fondato insieme al fratello Gian Luigi. Ricca la partecipazione di architetti sardi e di progetti in Sardegna, nel Padiglione Italia: Pierangelo Orecchioni, Massimo Faiferri, Giorgio Peghin, Alessandra Lai, Paolo Sanjust, Lidia Decandia, Pierandrea Angius (Zhaha Hadid Architects), Anna Caterina Piras, Andrea Granitzio e altri. «Nella seconda tesa del Padiglione – spiega Melis – è collocata un'importante installazione sul progetto Einstein Telescope, sviluppato per il sito minerario di Sos Enattos. Nella sezione Arte e Paesaggio, il racconto sulla resilienza della Comunità dell’Asinara. Nella sezione Media Cities sono esposti i progetti di rigenerazione dei Comuni di Cagliari e Olbia. Tra le mostre temporanee una mostra monografica dedicata a Pinuccio Sciola. Nella parte della ricerca, sviluppata sotto forma di volumi di approfondimento del catalogo, anche il tempio Pozzo di Santa Cristina ha un ruolo centrale e paradigmatico».

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