maltrattamenti e lesioni
Picchia la compagna incinta: scatta il divieto di avvicinamento
OLBIA. È stato scarcerato ieri dopo l’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo di origini marocchine finito a Bancali dopo aver picchiato la compagna incinta. È accusato di maltrattamenti aggravati...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. È stato scarcerato ieri dopo l’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo di origini marocchine finito a Bancali dopo aver picchiato la compagna incinta. È accusato di maltrattamenti aggravati e lesioni aggravate. L’uomo, difeso dall’avvocato Fabio Varone, non potrà ritornare a casa: il gip Caterina Interlandi ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa e alla casa familiare. L’avvocato Varone aveva sollecitato una misura meno afflittiva, richiesta accolta dal giudice. La donna, già madre di due figli, è stata dimessa dall’ospedale con sette giorni di cure, dopo essere stata colpita al viso e alla schiena e aver riportato una ferita al labbro. Sentita dai carabinieri, la donna ha raccontato che da alcuni mesi il compagno era diventato geloso e che tra loro c’erano continui litigi – spesso lui era ubriaco – e che da qualche settimana aveva cominciato a picchiarla.
Violenza esplosa l’altro ieri quando lui, sotto gli effetti dell’alcol, l’ha pestata facendola finire in ospedale.
Sono stati i medici del pronto soccorso, dopo averla visitata, a far scattare l’allarme e a denunciare il fatto ai carabinieri.
Immediato l’intervento dei militari che hanno raggiunto il compagno della donna e lo hanno condotto in carcere.
Sono state immediatamente attivate le procedure del “Codice rosso” a tutela delle vittime della violenza di genere. I carabinieri hanno sentito a lungo a sommarie informazioni la donna, che aveva anche chiesto aiuto al centro antiviolenza “Prospettiva donna” e alcuni testimoni. È assistita dall’avvocato Nicoletta Mani. (t.s.)
Violenza esplosa l’altro ieri quando lui, sotto gli effetti dell’alcol, l’ha pestata facendola finire in ospedale.
Sono stati i medici del pronto soccorso, dopo averla visitata, a far scattare l’allarme e a denunciare il fatto ai carabinieri.
Immediato l’intervento dei militari che hanno raggiunto il compagno della donna e lo hanno condotto in carcere.
Sono state immediatamente attivate le procedure del “Codice rosso” a tutela delle vittime della violenza di genere. I carabinieri hanno sentito a lungo a sommarie informazioni la donna, che aveva anche chiesto aiuto al centro antiviolenza “Prospettiva donna” e alcuni testimoni. È assistita dall’avvocato Nicoletta Mani. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
