Sì ai visitatori in ospedale ma ci vuole il green pass
Dopo un anno e tre mesi, i pazienti ricoverati possono incontrare parenti e amici La Assl: «Chi non ha ancora la certificazione verde, deve aver fatto il tampone»
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OLBIA. Visite ai pazienti ricoverati: si riparte. Ma con regole precise. Per poter andare a trovare un amico o un parentE in qualunque reparto degli ospedali della Assl di Olbia si deve essere in possesso del green pass. Chi non ha invece la certificazione verde (in cartaceo o app, che conferma l’avvenuta somministrazione di una o due dosi del vaccino), deve portare con sé l’avvenuta attestazione della guarigione da Covid 19 negli ultimi sei mesi o un tampone molecolare o antigenico con esito negativo eseguiti entro le 48/72 ore precedenti. Non è dunque un “liberi tutti di entrare”. Oltre a questo, infatti, bisogna sempre utilizzare la mascherina, igienizzarsi le mani e mantenere il distanziamento.
Le nuove norme per l’accesso dei visitatori sono entrate in vigore in queste ore e riguardano i tre ospedali del territorio: il Paolo Merlo della Maddalena, il Giovanni Paolo II di Olbia e il Paolo Dettori di Tempio.
Questo avviene esattamente un anno e tre mesi dopo lo stop. Era il 15 marzo 2020, infatti, quando l’Ats-Assl di Olbia bloccò gli ingressi dei visitatori in ospedale per evitare la diffusione del Coronavirus. Gli unici ai quali è stato sempre consentito l’ingresso (dopo i tamponi e tutti i controlli necessari) erano stati i neo papà, ai quali appunto è stato permesso di assistere alla nascita del proprio bambino.
Ora però il via libera è per tutti.
«E’ chiaro, però, che anche in questo momento tutti gli obblighi devono essere osservati - spiegano i vertici della Assl - al fine di scongiurare l’insorgenza di nuovi focolai. Altra regola: in ogni stanza di degenza ci sono due letti e potranno entrare nella camera, contemporaneamente, solo un visitatore per paziente. Ciascuno di loro potrà trattenersi al massimo trenta minuti per poi dare spazio al visitatore successivo. Ovviamente ci potranno sempre essere casi particolari che dovranno esser di volta in volta presi in considerazione dal personale sanitario. La presenza del familiare/care-giver del paziente andrà valutata, insomma, dalla singola unità operativa».
Confermato l’obbligo di effettuare il triage telefonico dei pazienti ambulatoriali, volto ad escludere il rischio infettivo. «Tutti coloro che dovranno effettuare delle visite specialistiche all’interno dei tre ospedali della Gallura - aggiunge ancora la Assl - potranno essere accompagnati ad effettuare la visita solamente nei casi di pazienti disabili, minori, gravide e assegnatari di Legge 104. In questo caso, l’accesso alla struttura è consentito con un anticipo di 15 minuti rispetto all’ora della visita». (s.p.)
Le nuove norme per l’accesso dei visitatori sono entrate in vigore in queste ore e riguardano i tre ospedali del territorio: il Paolo Merlo della Maddalena, il Giovanni Paolo II di Olbia e il Paolo Dettori di Tempio.
Questo avviene esattamente un anno e tre mesi dopo lo stop. Era il 15 marzo 2020, infatti, quando l’Ats-Assl di Olbia bloccò gli ingressi dei visitatori in ospedale per evitare la diffusione del Coronavirus. Gli unici ai quali è stato sempre consentito l’ingresso (dopo i tamponi e tutti i controlli necessari) erano stati i neo papà, ai quali appunto è stato permesso di assistere alla nascita del proprio bambino.
Ora però il via libera è per tutti.
«E’ chiaro, però, che anche in questo momento tutti gli obblighi devono essere osservati - spiegano i vertici della Assl - al fine di scongiurare l’insorgenza di nuovi focolai. Altra regola: in ogni stanza di degenza ci sono due letti e potranno entrare nella camera, contemporaneamente, solo un visitatore per paziente. Ciascuno di loro potrà trattenersi al massimo trenta minuti per poi dare spazio al visitatore successivo. Ovviamente ci potranno sempre essere casi particolari che dovranno esser di volta in volta presi in considerazione dal personale sanitario. La presenza del familiare/care-giver del paziente andrà valutata, insomma, dalla singola unità operativa».
Confermato l’obbligo di effettuare il triage telefonico dei pazienti ambulatoriali, volto ad escludere il rischio infettivo. «Tutti coloro che dovranno effettuare delle visite specialistiche all’interno dei tre ospedali della Gallura - aggiunge ancora la Assl - potranno essere accompagnati ad effettuare la visita solamente nei casi di pazienti disabili, minori, gravide e assegnatari di Legge 104. In questo caso, l’accesso alla struttura è consentito con un anticipo di 15 minuti rispetto all’ora della visita». (s.p.)
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