La Nuova Sardegna

Olbia

Rifiuti in fuga le grandi aziende

di Serena Lullia
Rifiuti in fuga le grandi aziende

L’uscita dal circuito comunale, consentito dalla legge, rischia di avere conseguenze gravi sui costi Tari

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti dovrà tenere conto della fuga delle grandi aziende dal sistema di gestione comunale. La normativa consente alle utenze non domestiche di abbandonare il circuito e smaltire ìi rifiuti in maniera autonoma. «Cosa che sta già accadendo – spiega il dirigente del settore Ambiente, Antonello Zanda –. Un problema che dovrà essere affrontato anche con il settore finanziario». Il rischio concreto è un aumento dei costi per il resto degli utenti che invece restano nel sistema di raccolta comunale. La fuoriuscita di grandi aziende commerciali significa infatti la perdita di quote elevatissime di Tari. Il cambiamento del servizio e dei costi è però ancora in divenire. Il bando scadrà tra sei mesi. Per ora ci sono solo le linee di indirizzo, votate dal consiglio comunale Obiettivo 80% di differenziata nel 2022. Si parte dal 76%.

No ecocentri. Non ci saranno nuovi ecocentri, solo il potenziamento di quello in zona industriale. «Sono previsti degli ecobox con videosorveglianza nei punti in cui vengono abbandonati i rifiuti – spiega Zanda –. Quindi via Barcellona, via Veronese, via Veneto, zona Auchan nella speranza che le persone che solitamente vanno in quei posti a buttare i rifiuti li conferiscano in modo corretto».

Impianto di selezione. L’altra scommessa del nuovo bando, come la definisce il dirigente, è la gestione da parte del Comune di un impianto di selezione del rifiuto per migliorare la sua purezza. «Si tratta di vedere la fattibilità, ma io penso a un’area adiacente l’ecocentro in cuirealizzarlo e lì portare la plastica, il vetro, l’allumino. Perché per un rifiuto puro il costo pagato cresce in maniera iperbolica. Se dovessimo riuscire a fare questo impianto di selezione andremmo a chiudere il circuito e creeremo posti di lavoro».

I costi. Oggi gli utenti pagano in base alle superfici che occupano e tutti allo stesso modo. Si va verso la tariffa puntuale, legata a numero di scarichi. «L’ipotesi al vaglio è dare a ciascun utente uno scarico del mastello dell’indifferenziata a settimana per un totale di 52 settimane all’anno. Se l’utente espone per 53 settimane, il servizio in più lo paga», precisa Zanda. Si va anche verso una differenziazione delle utenze non domestiche, sia nel servizio che nei costi.

Centro e periferia. «Con il vecchio appalto abbiamo costruito un servizio su misura per gli utenti del centro storico. Abbiamo chiesto a bar e ristoranti quante volte fosse necessario passare, ma il doppio passaggio al centro è stato ripartito su tutti. Questa volta puntiamo a fare una cosa diversa anche perché non si può paragonare un bar del centro, più piccolo ma con un volume d’affari di un certo tipo con uno di via Barcellona, che magari ha superfici più ampie ma meno clienti. Quindi si andrà verso un servizio standard per tutti. Se poi il bar del centro avrà bisogno di più passaggi per il ritiro, il costo aggiuntivo lo pagherà solo lui, non il collega di via Barcellona».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative