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Olbia

Calangianus. L’ex casello 18 diventerà un centro informativo

di Pietro Zannoni
Calangianus. L’ex casello 18 diventerà un centro informativo

CALANGIANUS . Torna a nuova vita il casello 18, ovvero la cantoniera 18 della ex ferrovia Tempio-Monti abitata fino a pochi anni fa. Ospiterà il Centro informativo, struttura tutta da creare, dotata...

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CALANGIANUS . Torna a nuova vita il casello 18, ovvero la cantoniera 18 della ex ferrovia Tempio-Monti abitata fino a pochi anni fa. Ospiterà il Centro informativo, struttura tutta da creare, dotata di servizi di prima accoglienza per i fruitori degli itinerari del Limbara e del paese. Si trova all’ingresso di Calangianus, all’incrocio fra la SS127 e la strada vicinale La Talga. Faceva parte del sistema della stazione ferroviaria di Calangianus e c’è ancora chi ricorda il casellante che all’arrivo del trenino da e per Monti abbassava le sbarre per bloccare la statale. Il casello 18, dopo l’abbattimento a fine anni ’70 della stazione e della scalinata in granito, per creare un posteggio per camion, è ciò che resta della stazioncina inaugurata nel 1888 e chiusa nel 1958. Ora ospita un cantiere del “Sistema per la valorizzazione sostenibile del patrimonio storico ambientale ai piedi del Massiccio del Limbara”, che punta a collegare luoghi significativi del territorio come il percorso per le tombe dei giganti di Pascareddha, l’ex ferrovia e la strada per Li Conchi. «Naturalmente – spiega la relazione dell’equipe dell’architetto Nunes – non ci sono solo i percorsi, essi stessi luogo di incontro fra gli abitanti e punto di partenza per chi è interessato a scoprire il territorio, ma il progetto ha selezionato alcuni nodi, momenti di pausa in cui si cerca di far incontrare i viaggiatori con gli elementi storico culturali del territorio». Il progetto, comprende oltre all’edificio del casello 18, «un giardino curato con gran cura dall’ultimo abitante». Il fabbricato verrà completamente recuperato: copertura, intonaci interni ed esterni, pavimenti, servizi e impianti. L’intervento sarà il più possibile conservativo degli elementi caratteristici del fabbricato seppur in un’ottica di adeguamento alle esigenze contemporanee. Tutti entusiasti? Certo. Si spera solo che abbia miglior risultato delle altre due cantoniere (16 e 7) che l’Unione dei comuni restaurò decenni fa, ma mai utilizzate.

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