La Nuova Sardegna

Olbia

Alluvione la Regione: né Mancini, né Technital

di Serena Lullia
Alluvione la Regione: né Mancini, né Technital

L’assessore Salaris annuncia la terza via: un soggetto super partes li valuterà per trovare la soluzione

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OLBIA. Né Piano Mancini, né Studio Technital. La messa in sicurezza della città dalle alluvioni potrebbe passare da un terzo progetto, una sintesi di entrambi. La novità è emersa nel corso del question time in Regione. L’assessore ai Lavori pubblici, Aldo Salaris ha risposto all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 stelle, Roberto Li Gioi. L’esponente pentastellato chiedeva che fine avesse fatto il cosiddetto Piano alternativo, «dato per pronto a inizio anno dal sindaco Nizzi nel giro di sei mesi», a sette anni dall’alluvione Cleopatra e «sei mesi dopo la bocciatura politica della giunta Solinas del Piano Mancini». Li Gioi ha poi ricordato i ritardi nella messa in sicurezza della città, come anche i timori legati alla perdita dei 151 milioni di euro finanziati dallo Stato per il Mancini.

Ed ecco che a sorpresa, nella risposta dell’assessore Salaris, chiamato a fare le veci del presidente Christian Solinas assente in aula, viene fuori la novità. Una terza via. «È dovere del soggetto attuatore (la Regione ndr) – dice Salaris – richiedere che vi sia, in assoluta fretta, il parere di un soggetto terzo. Stiamo parlando di un disastro in cui si sono perse nove vite umane. Oggi non possiamo permetterci di sbagliare e di non valutare nessuna strada percorribile. Lo stesso Comune di Olbia, con delibera di consiglio comunale, è tornato indietro sul Piano Mancini prendendone le distanze e proponendo una soluzione alternativa. Quindi noi abbiamo deciso, visti i parerei discordanti, di affidare la valutazione a un soggetto terzo, per sapere se c’è una strada alternativa che vada al di là del Piano Mancini e del Technital, auspicando che si possano incrociare. Per trovare così la soluzione a un’opera non urgente, ma di più, finanziata con 151 milioni di euro che devono essere impegnati per l’emergenza idraulica. Auspichiamo che non si perda un solo euro di quelle risorse».

La replica di Li Gioi è proprio sulla novità del soggetto terzo chiamato a esprimere un giudizio e a fare sintesi. «Un termine molto generico – commenta –, ci avrebbe tranquillizzato sapere di cosa o di chi si tratta. Di certo le promesse fatte sono state tradite. Dopo sette anni dall’alluvione, dopo cinque anni di promesse del sindaco di Olbia, ancora una volta gli olbiesi, possono solo pregare e sperare che non piova».

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