La Nuova Sardegna

Olbia

Modelli 3D e prototipi, il corso estivo del “Pes”

di Giuseppe Pulina
Modelli 3D e prototipi, il corso estivo del “Pes”

“Model tour world” all’Ipia di Calangianus. La dirigente Spampani: «Innovazione metodologica»

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TEMPIO . Il successo formativo, innanzitutto. È l’obiettivo dichiarato della scuola diretta da Francesca Spampani, dirigente scolastico dell’Iis “Don Gavino Pes” che, subito dopo gli ultimi scrutini, ha avviato nuove attività formative all’interno della scuola. «L'istituto Pes – afferma la dirigente – non abbandona i suoi studenti nel periodo estivo, bensì, fra corsi di recupero e di potenziamento delle abilità e delle competenze, li accompagna al successo formativo». Nasce con questo proposito il corso “Model tour World”, organizzato nell'ambito del piano scuola estate. Si svolge presso l'Ipia di Calangianus, dove ha sede l'indirizzo di Meccanica, Meccatronica ed Energia, indirizzo di lunga tradizione oggi chiamato a raccogliere la sfida della innovazione tecnologica e del lavoro. Il corso si basa una metodologia di tipo laboratoriale e persegue l'intento di fornire competenze specifiche nel campo della modellazione 3D e della prototipazione. Gli studenti che partecipano sperimentano la fase della progettazione per poi passare a quella della modellazione attraverso l'uso di appositi software e, infine, alla riproduzione degli oggetti da loro ideati mediante le stampanti 3D in dotazione dell'istituto. La metodologia è quella del cosiddetto “learning by doing” e cioè dell'imparare facendo, estremamente efficace quando si tratta di andare incontro allo stile di apprendimento degli studenti. Diversamente da quanto accade di solito in un’aula, la teoria segue la pratica e non viceversa, innescando una sorta di circolo maieutico in cui lo studente scopre di essere protagonista del processo di ideazione e realizzazione in cui è impegnato. Gli ideatori e titolari del corso sono i professori Andrea Sulas e Giovanni Dibeltulu, rispettivamente docente teorico e tecnico pratico di meccanica dell'Istituto Pes. «I docenti hanno creduto nelle potenzialità del corso, hanno ideato un percorso in cui poter lavorare per livelli di apprendimento lasciando che fossero gli studenti a guidare il processo di scoperta. Un successo e una innovazione metodologica che l'istituto ha il dovere di portare in classe ogni giorno. Gli stessi docenti del resto partecipano attivamente al raggiungimento di uno degli obiettivi di processo del Rav della scuola ovvero la realizzazione di ambienti laboratoriali che garantiscono le condizioni di una nuova didattica mediante la creazione di spazi Stem in tutte le aule dell'istituto». Proprio le Stem, sigla che definisce il complesso delle discipline scientifiche e tecnologiche, sono il nuovo banco di prova su cui è chiamata a confrontarsi la scuola italiana tradizionalmente carente, secondo gli osservatori internazionali, in questo settore cruciale della formazione. Per limitare il divario potrebbero essere d’aiuto (questa è la speranza del ministro Bianchi) anche le scuole che tengono aperti i loro spazi didattici in piena estate.

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