La Nuova Sardegna

Olbia

«Pronto soccorso, lavoratori stremati»

«Pronto soccorso, lavoratori stremati»

Record di pazienti, pochi medici e infermieri, turni fuorilegge, ferie saltate: ultimatum della Cgil all’assessore Nieddu

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Sette giorni. Sono quelli che Luisa Di Lorenzo, segretario generale della Cgil Gallura, ha dato all’assessore regionale Mario Nieddu per convocare un incontro urgente con il sindacato sul disastro del pronto soccorso dell’Assl di Olbia. In particolare dell’ospedale Giovanni Paolo II, sommerso da centinaia di richieste di pazienti e sguarnito di medici e infermieri, con il personale al lavoro costretto a turni massacranti, che possono mettere a rischio la salute dei sanitari e dei loro pazienti. Sette giorni che scadono oggi. Dopo di che, se da Cagliari non ci saranno segnali, l’esposto, già messo nero su bianco da un legale del sindacato, partirà all’indirizzo della Procura di Tempio.

La lettera con la richiesta di incontro urgente indirizzata a Nieddu, ma anche al commissario dell’Assl di Olbia, al prefetto di Sassari e al commissario dell’Ats, porta la data del 2 luglio. «Più volte – scrive Di Lorenzo – abbiamo portato alla vostra attenzione e a quella dell’opinione pubblica le condizioni di estrema difficoltà in cui il personale lavora, condizioni che stanno pregiudicando il loro equilibrio psico-fisico, indispensabile per garantire un’assistenza di qualità e priva di esposizione a qualsiasi rischio per i lavoratori, per i pazienti ricoverati e per l’utenza». La carenza di personale medico e infermieristico – denuncia la Cgil – «ha ricadute negative sui carichi di lavoro e sulla turnistica. Finora è stato possibile garantire l’assistenza ai cittadini solo grazie allo spirito di servizio e alla disponibilità dei lavoratori che oramai sono stremati; il personale è oberato da eccessivi carichi di lavoro, opera in condizioni difficili con turni che non garantiscono l’adeguato recupero psicofisico, con riposi e ferie non godute e situazioni lesive dei loro diritti». Manca il personale anche perché chi va pensione, malattia o maternità non viene sostituito, ricorda la Cgil. Così «il rapporto personale medico e infermieristico/pazienti insufficiente (solo a giugno si sono registrati 3000 accessi al pronto soccorso di Olbia) si riflette negativamente sui lavoratori, che sono maggiormente esposti al rischio di burnout».

Orario di lavoro con turni che non rispettano la legge, mancato rispetto della pausa di undici ore tra un turno l’altro, ferie che saltano: sono tutti effetti della mancanza di personale nell’Assl di Olbia. «I medici e gli infermieri del Pronto soccorso – spiega Di Lorenzo – non riescono a fruire delle ferie nel rispetto delle modalità temporali per fatti indipendenti dalla loro volontà, pur essendo un diritto costituzionalmente garantito. Le situazioni di accumulo nel tempo di diversi giorni di ferie non godute sono ormai divenuti aspetti patologici della disciplina dell’istituto».

Fino a ieri, la lettera-denuncia della Cgil gallurese è rimasta senza risposta. Se da Cagliari il silenzio continuerà anche oggi, la situazione del Pronto soccorso dell’Assl di Olbia diventerà anche un caso per la magistratura. Luisa Di Lorenzo, che firma l’esposto, assicura che è pronta al suo invio. (a.se.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative