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Salta il Blues Summer Festival «Il virus c’è ancora, niente rischi»

di Sebastiano Depperu

AGLIENTU. Salta anche per il 2021 l'Aglientu Blues Summer Festival. Ogni anno era un evento carico di musica, magia, pubblico e qualità. Ma lo strascico dell'epidemia e le sue troppe restrizioni e...

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AGLIENTU. Salta anche per il 2021 l'Aglientu Blues Summer Festival. Ogni anno era un evento carico di musica, magia, pubblico e qualità. Ma lo strascico dell'epidemia e le sue troppe restrizioni e norme da rispettare hanno fatto fare un passo indietro agli organizzatori anche per quest'anno. Un tuffo nel blues si potrà fare, dunque, di nuovo nel 2022. E, poi, ci si mette pure la variante delta del virus che rialimenta le preoccupazioni. «Le regole e le restrizioni sono giuste – dicono dall'associazione culturale organizzatrice La Muita –, in un evento con migliaia di persone non si può controllare tutto e tutti. Noi non ce la facciamo e, per questo, saltiamo anche quest'anno. Le nostre infrastrutture, la forza lavoro e la capacità economica, nonostante i nostri sforzi e le istituzioni che abbiamo accanto a noi, prima di tutto il Comune di Aglientu e poi la Regione Autonoma della Sardegna, non sono in grado di garantire gli standard minimi necessari per proteggere gli artisti, il pubblico e la nostra stessa salute. Abbiamo la spada di Damocle della contagiosissima variante Delta». Pertanto, dopo dodici gloriose edizioni, la pandemia da Covid-19 costringe l'attiva associazione a fare un'altra piccola sosta. Ma i ragazzi dell'associazione di Aglientu non si perdono d'animo e spiegano, come lo scorso anno: «Cercheremo di sfruttare al massimo questa ennesima fermata, studiando ora possibili scenari per l'edizione 2022 e per ritornare più forti di prima. Speriamo che la situazione sanitaria sia migliore di quest'anno, vista la presenza dei vaccini. Tutti i membri dello staff de La Muita ringraziamo l'istituzione che, finora, ci è stata vicina il Comune di Aglientu; le attività economiche dell'area che contribuiscono puntualmente significativamente al successo della gestione; la Slang Music di Giancarlo Trenti con cui ora abbiamo una relazione fraterna e non un semplice rapporto di lavoro; il servizio d'arte musicale di Paolo Cabriolu; tutti i membri e sostenitori del festival che, ogni anno, lavorano per un evento che è diventato, anche grazie a loro, realtà nella scena nazionale blues. E poi ringraziamo soprattutto la "gente del blues", perché senza la loro stima, presenza, carica emotiva che accende ogni anno il pubblico del festival, tutto questo non sarebbe possibile». Come il 2020, non si da un addio ma solo un "arrivederci".

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