La Nuova Sardegna

Olbia

la crisi del paolo merlo 

E Gulino diffida Temussi e Logias «Trovate i medici o farò causa»

LA MADDALENA. «Diffido e costituisco in mora l’Ats Sardegna e la Assl Olbia alla immediata revoca del provvedimento del giorno 6 luglio 2021 con contestuale ripresa dei ricoveri presso il Reparto di...

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LA MADDALENA. «Diffido e costituisco in mora l’Ats Sardegna e la Assl Olbia alla immediata revoca del provvedimento del giorno 6 luglio 2021 con contestuale ripresa dei ricoveri presso il Reparto di Medicina del P.O. "Paolo Merlo" mediante reperimento delle figure professionali in sostituzione e copertura dei due medici rimasti in servizio, anche presso altre Regioni nel rispetto della normativa prevista per situazioni di emergenza. Nel caso di mancato adempimento a quanto sopra, nel termine anzidetto, mi riservo di intraprendere ogni azione a tutela dei miei diritti». Firmato: architetto Annalisa Giuseppina Giulino, cittadina-lavoratrice del Comune di La Maddalena, paziente potenziale dell’ospedale Paolo Merlo. Destinatari della diffida, scritta su carta intestata dello studio di architettura, il commissario dell’Ats Massimo Temussi e il commissario dell’Assl di Olbia Franco Logias. Per la consigliera comunale di minoranza, la pressione politica non basta più: l’ospedale Paolo Merlo viene smantellato un pezzo alla volta e l’ultimo provvedimento, la sospensione del reparto di Medicina, mette a serio rischio la sicurezza sanitaria dei cittadini. Da qui la messa in mora che prelude a una denuncia e a un’azione giudiziaria nei confronti di Ats e Assl. Che – dice Gulino – non possono accampare scuse: «La carenza dell'organico è fatto noto ed è stato portato alla attenzione della Ats Sardegna in più occasioni e in più ambiti e, pertanto, non può classificarsi come causa di forza maggiore, evento fortuito, impossibilità sopravvenuta della prestazione». Né può essere una questione di soldi: «L’ospedale è un “costo fisso”, lo smantellamento e l'opera di destrutturazione, peraltro senza la definizione di una strategia di seria riconversione che garantisca sempre e comunque la tutela della salute locale, non risponde neanche a una ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse pubbliche». Ancora: «I trasferimenti dei pazienti che necessitano di ricovero e di assistenza in emergenza non sempre possono essere garantiti con le tempistiche e le modalità necessarie anche a causa della indisponibilità dei posti letto dei presidi limitrofi». Gulino demolisce, infine, anche l’argomento (“i medici devono fare le ferie”) con il quale l’Assl ha motivato la chiusura di Medicina: il problema della carenza dell’organico – dice – è noto da tempo, come il fatto che i medici debbano fare le ferie, e che nella stagione estiva, con l’aumento esponenziale della popolazione, il Paolo Merlo svolge la funzione di “baluardo sanitario difensivo”. Dunque, non ci sono scuse: bisogna trovare i medici e riaprire. (a.n.)

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