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Olbia

«Medicina chiusa stato di agitazione»

«Medicina chiusa stato di agitazione»

La Maddalena. La Fp Cgil della Gallura scrive al prefetto «L’Ats e la Regione stanno smantellando l’ospedale»

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LA MADDALENA. Stato di agitazione del personale dell’ospedale Paolo Merlo, richiesta di incontro al prefetto di Sassari, mobilitazione dell’intero territorio in difesa della sanità gallurese costretta a ridurre i servizi ai cittadini a causa della mancanza di medici e infermieri. La Funzione Pubblica Cgil della Gallura torna in campo dopo l’ultima decisione dell’Ats, ovvero la sospensione dell’attività del reparto di Medicina e il trasferimento dei pazienti in altri ospedali. «Una serie di iniziative attuate dalla direzione dell’Ats Sardegna con l’ovvio benestare dell’assessorato alla Sanità – scrive il sindacato – stanno portando alla chiusura della struttura sanitaria della Maddalena. I prodromi c’erano tutti: fin dalla emergenza Covid, quando si pensò, invece di potenziarlo, di smantellare il Pronto soccorso del Paolo Merlo e relegarlo a punto di primo intervento. Successivamente non si è provveduto alla reintegrazione del personale mancante, e attraverso l’utilizzo massiccio delle così dette “prestazioni aggiuntive” si è giunti alla completa saturazione delle prestazioni orarie dei dipendenti e a un eccessivo carico di lavoro con punte di burnout (esaurimento fisico e mentale, ndr) per la stragrande parte dei dipendenti».

Non basta. «La mancata sostituzione di personale in quiescenza o prossimo al pensionamento – denuncia ancora la Funzione pubblica Cgil della Gallura – sta determinando ciò che mai avremmo pensato di vedere: la chiusura del Reparto di Medicina con la relativa cancellazione dei venti posti letto che danno la dignità al presidio per essere definito “Ospedale”. Contestualmente si ipotizza la chiusura del Laboratorio analisi».

Non si può stare a guardare, ribadisce la Fp Cgil. «Riteniamo questa situazione vergognosa e non più tollerabile – prosegue il documento – pertanto abbiamo già indetto lo stato di agitazione di tutto il personale del Paolo Merlo e chiesto un incontro al prefetto». Infine l’appello al territorio e alle sue istituzioni: «Vista la situazione gravissima che si trovano ad affrontare tutti i tre presidi - Olbia, Tempio e La Maddalena - e visti i vari tentativi di tutti i sindaci e di tutte le parti politiche del territorio in difesa della sanità gallurese, riproponiamo l’idea di una mobilitazione di tutto il territorio - sindaci, parti sociali, associazioni, personale sanitario - affinché l’Ats e la Regione Sardegna, ormai sorda da anni, prenda atto dello sfacelo che ha creato in un territorio come il nostro dove il diritto alla salute è stato cancellato».

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