Olbia, Legambiente: «No al cemento a Sa Testa e a Capo Ceraso»
Manifestazione in mare: Goletta verde in testa con comitati e associazioni in kayak e sup
OLBIA. «Giù le mani dalla costa». Legambiente dice no alle nuove lottizziazioni industriali e turistiche a Sa Testa e a Capo Ceraso. E se ancora ci fossero dubbi la Goletta verde, accompagnata da una flottiglia di manifestanti in kayak e sup, ieri ha alzato il tiro della protesta. Chiaro il messaggio dal mare: «Non si faranno passi indietro e dobbiamo impedire, senza se e senza ma, qualunque intervento di trasformazione nelle aree inedificate».
È trascorso così, in “navigazione militante” il secondo giorno della terza tappa di Goletta verde a Olbia. Davanti a Sa Testa e Capo Ceraso, si sono ritrovati comitati e associazioni, accomunati dalla protestra contro la realizzazione di ampliamenti e nuove lottizzazioni residenziali e industriali. “Giù le mani dalla costa”, è lo striscione che i volontari di Goletta verde hanno appeso a bordo insieme a un gruppo di cittadini olbiesi, in difesa delle aree incontaminate che si affacciano sul Golfo di Olbia.
«Sa Testa e Capo Ceraso – dice Legambiente – rappresentano un patrimonio naturalistico incontaminato, salvo per il momento da speculazioni edilizie. Oltre a rappresentare un’attrazione turistica, sono luoghi identitari cari alla comunità e spazio di rigenerazione a due passi dal centro cittadino».
«Non capiamo come si sia potuto anche solo immaginare di cementificare queste aree incontaminate con volumi ricettivi di 140.000 metri cubi a Capo Ceraso e 70.000 metri cubi a Sa Testa – dice Cristina Dessole di Legambiente Gallura – le opere contenute nel Puc del Comune di Olbia sono in contrasto con gli obiettivi di conservazione e tutela dell’area. Valorizzare questi luoghi significa proteggerli dal cemento e garantire uno sviluppo economico e turistico sostenibile, secondo la naturale vocazione di territorio aperto e fruibile. Ci auguriamo che questi progetti siano definitivamente abbandonati, ma noi continueremo a batterci per difendere il territorio da nuovi assalti speculativi».
«Il futuro della Sardegna è lo sviluppo sostenibile e questo passa anche dalla conservazione delle sue coste e da un turismo in linea con la preservazione del territorio – aggiunge Marta Battaglia, direttrice di Legambiente Sardegna – per questo, ci battiamo contro progetti insensati di cementificazione, seguendo la visione strategica del Piano paesaggistico regionale che deve continuare a guidare il governo dei territori. Dobbiamo impedire qualunque intervento di trasformazione nelle aree inedificate. Non c’è contrapposizione tra tutela dell’ambiente e lavoro e sviluppo, anzi. L’ambiente e lo sviluppo sostenibile devono essere il binomio vincente per l’isola». (m.b.)
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