la guerra dei dati
Scarichi di liquami a Cocciani il Cipnes: nessun inquinamento
di Tiziana Simula
OLBIA. Il Cipnes smentisce i risultati allarmanti delle analisi eseguite a Cocciani dal consorzio di cooperative Molluschicoltori di Olbia che, nei giorni scorsi, ha presentato un esposto in Procura...
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OLBIA. Il Cipnes smentisce i risultati allarmanti delle analisi eseguite a Cocciani dal consorzio di cooperative Molluschicoltori di Olbia che, nei giorni scorsi, ha presentato un esposto in Procura denunciando uno scarico anomalo del depuratore del Consorzio industriale. «Il nostro depuratore riversa solo acque pulite, non nere e puzzolenti», aveva ribattuto immediatamente il presidente del Cipnes, Gianni Sarti. Ieri, a conclusione di un incontro con i propri tecnici e legali, ha diffuso il risultato delle analisi delle acque prelevate il 7 luglio. «Sono state eseguite in contemporanea sia dall’Arpas, di cui attendiamo l’esito, sia dal laboratorio Eurolab, accreditato con la Regione, a cui ci rivolgiamo sempre – prosegue Sarti – Ebbene, il valore dell’escherichia coli è pari a 36. Un dato lontano anni luce dai 6 milioni del risultato del prelievo fatto analizzare dal consorzio Molluschicoltori di Olbia. Il nostro depuratore funziona benissimo – ribadisce il presidente –, e se ci fosse stato un problema non si sarebbe certo potuto risolvere da un giorno all’altro. Neanche il video girato dai mitilicoltori per noi ha alcun valore: si vedono l’acqua sporca e una barca, senza alcun punto di riferimento né temporale, né geografico che dimostri chiaramente che siamo nel nostro golfo. Riteniamo di aver ricevuto accuse gravissime e infondate. Valuteremo ora insieme ai nostri legali le azioni da intraprendere per tutelarci».
Il caso era esploso la settimana scorsa. Dopo aver segnalato a tutti gli enti competenti, Cipnes compreso, la presenza a Cocciani di uno scarico di liquami non trattati, il presidente dei Molluschicoltori di Olbia, Raffaele Bigi, aveva presentato un esposto in Procura denunciando il pericolo di grave inquinamento e allegando il risultato delle analisi dell’acqua prelevata in prossimità dello scarico (presenza di escherichia coli pari e 6 milioni).
Ieri Bigi ha confermato che sono in corso indagini per risalire ai responsabili dello scarico. Ha anche precisato che «la sospensione della raccolta di cozze e ostriche, a causa dei liquami finiti in mare, è limitata alla sola zona di Cocciani per una estensione di 20 ettari, pari al 10% della produzione.
Il caso era esploso la settimana scorsa. Dopo aver segnalato a tutti gli enti competenti, Cipnes compreso, la presenza a Cocciani di uno scarico di liquami non trattati, il presidente dei Molluschicoltori di Olbia, Raffaele Bigi, aveva presentato un esposto in Procura denunciando il pericolo di grave inquinamento e allegando il risultato delle analisi dell’acqua prelevata in prossimità dello scarico (presenza di escherichia coli pari e 6 milioni).
Ieri Bigi ha confermato che sono in corso indagini per risalire ai responsabili dello scarico. Ha anche precisato che «la sospensione della raccolta di cozze e ostriche, a causa dei liquami finiti in mare, è limitata alla sola zona di Cocciani per una estensione di 20 ettari, pari al 10% della produzione.
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