tentato omicidio in piazza matteotti
Aggressione con accoltellamento a processo cinquantenne olbiese
OLBIA. È stato sentito diverse volte come testimone oculare di una violenta lite che era culminata con una coltellata all’addome inferta a Chaabane Znaidi, 33 anni, tunisino residente in città. Ieri...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. È stato sentito diverse volte come testimone oculare di una violenta lite che era culminata con una coltellata all’addome inferta a Chaabane Znaidi, 33 anni, tunisino residente in città. Ieri ha raccontato in aula davanti al collegio dei giudici presieduto dal presidente del tribunale Giuseppe Magliulo, ciò che sarebbe accaduto quella notte in piazza Matteotti, quando – stando alle accuse – Gianfranco Pittorru, 49 anni, olbiese, avrebbe ferito Chaabane Znaidi. Ma l’udienza ha riservato un colpo di scena: il testimone, anche lui straniero, non avrebbe visto la lite, piuttosto avrebbe partecipato attivamente all’aggressione di Pittorru, che avrebbe tirato fuori il coltello per difendersi dai colpi delle tre persone che lo avevano circondato. Incalzato dalle domande dell’avvocato Giampaolo Murrighile, difensore di Pittorru, il testimone ha ammesso di essere stato querelato dall’imputato per tentato omicidio per aver partecipato alla sua aggressione. A quel punto il collegio si è riservato di acquisire agli atti la querela e l’udienza è stata rinviata al 14 ottobre, giorno in cui sarà sentita la vittima dell’accoltellamento.
La rissa – una delle tante che si ripetono in centro – era avvenuta a ottobre. Chaabane Znaidi era stato colpito con una coltellata all’addome al culmine di una lite. Soccorso e trasportato all’ospedale di Olbia, era stato operato d’urgenza: gli erano stati asportati 40 centimetri di intestino. Il giovane si è costituito parte civile con l’avvocato Giovanna Porcu nel processo a carico di Pittorru. I carabinieri erano risaliti a lui attraverso il racconto di alcuni testimoni che avevano assistito alla rissa. I militari lo avevano prelevato dalla sua abitazione dopo aver sfondato la porta. Lui si è sempre difeso sostenendo di essere stato picchiato da tre persone e di aver temuto per la sua vita. In quella aggressione lui stesso aveva riportato la frattura di due costole, trauma cranico e contusioni, come certificato dal pronto soccorso di Olbia dove era stato accompagnato dopo l’arresto. Al giudice, a cui aveva reso spontanee dichiarazioni, aveva detto che in piazza Matteotti ogni notte c’era il Far west. Lo stesso Chaabane era stato arrestato qualche mese prima per aver preso a bottigliate un 36enne di Olbia sempre in piazza Matteotti. (t.s.)
La rissa – una delle tante che si ripetono in centro – era avvenuta a ottobre. Chaabane Znaidi era stato colpito con una coltellata all’addome al culmine di una lite. Soccorso e trasportato all’ospedale di Olbia, era stato operato d’urgenza: gli erano stati asportati 40 centimetri di intestino. Il giovane si è costituito parte civile con l’avvocato Giovanna Porcu nel processo a carico di Pittorru. I carabinieri erano risaliti a lui attraverso il racconto di alcuni testimoni che avevano assistito alla rissa. I militari lo avevano prelevato dalla sua abitazione dopo aver sfondato la porta. Lui si è sempre difeso sostenendo di essere stato picchiato da tre persone e di aver temuto per la sua vita. In quella aggressione lui stesso aveva riportato la frattura di due costole, trauma cranico e contusioni, come certificato dal pronto soccorso di Olbia dove era stato accompagnato dopo l’arresto. Al giudice, a cui aveva reso spontanee dichiarazioni, aveva detto che in piazza Matteotti ogni notte c’era il Far west. Lo stesso Chaabane era stato arrestato qualche mese prima per aver preso a bottigliate un 36enne di Olbia sempre in piazza Matteotti. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
