Piattaforma sul mare guerra davanti al Tar per la demolizione
di Tiziana Simula
Cannigione. Per il Comune i pilastri devono essere rimossi La Pontile Golfo di Arzachena ha impugnato l’ordinanza
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ARZACHENA. Per l’amministrazione comunale, i pilastri comparsi sul mare di Cannigione ai primi di marzo devono essere demoliti e rimossi. Per questo, il dirigente del settore antibusivismo del Comune, Mario Chiodino, aveva firmato e pubblicato nell’albo pretorio comunale, il 10 maggio scorso, l’ordinanza con la quale imponeva alla società titolare, la Pontile Golfo di Arzachena srl, al direttore dei lavori e all’impresa costruttrice, la demolizione e la rimozione delle strutture entro 90 giorni. Secondo gli accertamenti dell’ufficio antiabusi, le strutture, che dovrebbero sostenere una piattaforma-solarium sul mare con zona tavolini, sono state costruite in maniera difforme rispetto al progetto.
Ma il braccio di ferro tra Comune e società si è già spostato al Tar Sardegna.
La Pontile Golfo di Arzachena, attraverso i propri legali, gli avvocati Gian Comita Ragnedda e Gian Marco Usai, ha impugnato l’ordinanza di demolizione, la successiva diffida a non dare corso ai lavori e tutti gli atti connessi alla eealizzazione dell’opera. Il presidente della sezione seconda del Tribunale amministrativo regionale ha fissato la camera di consiglio per il 21 luglio.
Il caso era emerso quattro mesi fa. La scoperta dei pilastri collocati in mare, vicino alla spiaggia di Cannigione, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, era stata segnalata sui social da diversi cittadini che avevano postato su Facebook le foto dei plinti in cemento armato che spuntavano dall’acqua, e relativi commenti, perplessità e interrogativi sulla struttura in fase di realizzazione in quel tratto di costa. Il Comune aveva raccolto subito le segnalazioni dei cittadini e disposto le verifiche. Nel giro di pochi giorni, era arrivata l’ordinanza di sospensione dei lavori, alla quale la società si era opposta con una richiesta di revoca del provvedimento, che è stata rigettata.
L’ordinanza di demolizione, firmata a maggio, indica una serie di difformità tra quanto realizzato e quanto indicato nel progetto: distanze tra i pilastri non rispettate, diametro dei pilastri di 20 centimetri più grande di quanto autorizzato, la presenza di ferri di armatura pronti per una gettata di calcestruzzo non prevista.
Per l’ufficio comunale anti abusi, le strutture devono essere eliminate. E la società dovrà farlo entro tre mesi.
Di tutt’altro parere, i legali della Pontile Golfo di Arzachena. Che si sono opposti al provvedimento, impugnando l’ordinanza di demolizione davanti al Tar.
Ma il braccio di ferro tra Comune e società si è già spostato al Tar Sardegna.
La Pontile Golfo di Arzachena, attraverso i propri legali, gli avvocati Gian Comita Ragnedda e Gian Marco Usai, ha impugnato l’ordinanza di demolizione, la successiva diffida a non dare corso ai lavori e tutti gli atti connessi alla eealizzazione dell’opera. Il presidente della sezione seconda del Tribunale amministrativo regionale ha fissato la camera di consiglio per il 21 luglio.
Il caso era emerso quattro mesi fa. La scoperta dei pilastri collocati in mare, vicino alla spiaggia di Cannigione, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, era stata segnalata sui social da diversi cittadini che avevano postato su Facebook le foto dei plinti in cemento armato che spuntavano dall’acqua, e relativi commenti, perplessità e interrogativi sulla struttura in fase di realizzazione in quel tratto di costa. Il Comune aveva raccolto subito le segnalazioni dei cittadini e disposto le verifiche. Nel giro di pochi giorni, era arrivata l’ordinanza di sospensione dei lavori, alla quale la società si era opposta con una richiesta di revoca del provvedimento, che è stata rigettata.
L’ordinanza di demolizione, firmata a maggio, indica una serie di difformità tra quanto realizzato e quanto indicato nel progetto: distanze tra i pilastri non rispettate, diametro dei pilastri di 20 centimetri più grande di quanto autorizzato, la presenza di ferri di armatura pronti per una gettata di calcestruzzo non prevista.
Per l’ufficio comunale anti abusi, le strutture devono essere eliminate. E la società dovrà farlo entro tre mesi.
Di tutt’altro parere, i legali della Pontile Golfo di Arzachena. Che si sono opposti al provvedimento, impugnando l’ordinanza di demolizione davanti al Tar.
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