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Olbia

La Maddalena, medicina chiusa da 10 giorni L’Ancim: «Le soluzioni ci sono»

La Maddalena, medicina chiusa da 10 giorni L’Ancim: «Le soluzioni ci sono»

L'associazione comuni delle isole minori presenta una proposta per salvare il Paolo Merlo: «Il modello è la Toscana: incentivi ai medici e un servizio ambulatoriale diurno»

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LA MADDALENA . Da dieci giorni il reparto di Medicina dell’ospedale Paolo Merlo è chiuso. I pazienti ricoverati sono stati trasferiti nelle strutture sanitarie di Tempio e Olbia. Per i parenti che devono andarli a trovare un quotidiano viaggio della speranza e dalla classe politica non arriva nessuna soluzione concreta e di lungo periodo.

Se non quella tampone di chiedere medici militari per affrontare l’emergenza. Questa è la linea scelta anche dal deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci che ha contattato direttamente il Comando operativo di Vertice Interforze, nella persona del generale Luciano Portolano, per chiedere almeno 4 unità di medici specializzati per coprire da subito il fabbisogno di offerta sanitaria dell’isola.

In contemporanea il deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda ha presentato un ordine del giorno alla Camera per salvaguardare i livelli minimi di assistenza al Paolo Merlo. Nel frattempo il disagio e la rabbia nell’isola tradita dalle promesse elettorali regionali crescono.

Le soluzioni di lungo periodo esistono e le ha messe nero su bianco l’Ancim, l’associazione nazionale comuni isoli minori. Non cerotti, ma atti concreti di cui la Regione Sardegna si deve fare protagonista, seguendo anche l’esempio di regioni più operative come la Toscana «che ha assunto la seguente delibera: Per quanto riguarda l’assistenza primaria nelle zone insulari, classificate quali disagiatissime, il compenso accessorio annuo di medicina generale viene cosi rivisto: da euro 15.493,71 annui (1294 mensili) a euro 24mila annui. Per quanto riguarda la continuità assistenziale, è istituita un’ indennità di zona insulare disagiatissima di euro 12,19 per ogni ora di servizio svolto sull’isola. 1n relazione alle contingenti necessità assistenziali delle zone insulari, quali per esempio l’assenza anche temporanea del medico di assistenza primaria, le Aziende sanitarie possono istituire un servizio ambulatoriale e domiciliare diurno, di durata variabile in relazione alle singole situazioni, con il concorso dei medici di continuità assistenziale sia titolari sia sostituti. All’attività ambulatoriale diurna possono partecipare anche i medici incaricati di assistenza primaria nei limiti del massimale individuale di scelte».

Il presidente Ancim, Francesco del Deo e la segretaria generale Gian Piera USai che firmano il documento rinviano «alle Aziende Uusssl la creazione, mediante la stipula di accordi aziendali con le Oss della Medicina Generale, delle migliori condizioni lavorative e logistiche per lo svolgimento dell'attività assistenziale sull’isola, tenendo conto delle specificità locali, quali ad esempio: ambulatori, alloggi o quant'altro ritenuto opportuno, nell'interesse della comunità, anche d'intesa con gli enti locali». L’Ancim chiede che questo modello sia seguito anche per la Maddalena.
 

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