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Olbia

Tondini fa il botto col Karagnanj 2020

di Pietro Zannoni
Tondini fa il botto col Karagnanj 2020

A Calangianus la Gran medaglia d’oro al concorso nazionale del vermentino

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CALANGIANUS. È un inizio estate positivo per la cantina Tondini. Si è iniziato con il concorso 5starswines del Vinitaly ove tre dei vini prodotti nella tenuta di San Leonardo sono stati inseriti in guida: il Lajcheddu 2016 con un punteggio di 93 punti, il Katala 2019 con un punteggio di 90 punti e il l’Amjonis 2019 con un punteggio di 91 punti. Poi a fine giugno un vero colpaccio al Poetto, a Cagliari, nella seconda edizione del Concorso enologico nazionale Vermentino. Il vino più votato è stato il Karagnanj 2020 Docg Superiore dell’azienda Tenute Tondini di Calangianus con un punteggio di 98/100. Conquistata una delle nove Gran medaglie doro. L’evento, promosso da Aps Promo Eventi, organismo ufficialmente autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, col patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e di Coldiretti Sardegna, è la manifestazione sarda principale per promuovere e valorizzare il Vermentino, vitigno in crescita in Italia e di cui la Sardegna con oltre 4800 ettari vitati è capofila, ma che deve vedersela con i produttori di Liguria, Toscana, Lazio, Umbria, Puglia.

A Cagliari il Karagnanj 2020 Docg Superiore si è misurato con oltre 152 etichette provenienti da tutta Italia che si sono contesi i premi. Prima c’è stata la degustazione alla cieca dei venti giudici delle quattro giurie e poi dodici enologi e otto giornalisti-sommelier hanno assegnato nove gran medaglie d’ oro e 45 medaglie d’oro. Da notare che la qualità dei vini era talmente alta che in classifica non è entrata nessuna medaglia d’argento. Oltre la gran medaglia d’oro, la Cantina Tondini si è aggiudicato un contratto di vendita con un operatore polacco per la promozione del prodotto in quella nazione. A leggere poi chi ha meritato le altre Gran medaglie d’oro – cantine sarde, liguri e toscane – ci si rende conto del motivo per cui papà Orlando Tondini gonfia il petto d’orgoglio per l’opera dei figli Antonio, l’enologo di famiglia, Caterina, Giuseppina e Luigi che curano i trenta ettari vitati nella tenuta di San Leonardo. Poi non è sfuggito ai concittadini che a lato della strada che porta al Santuario della Madonna delle grazie, superato rio san Paolo, in questo inverno, ove sino ad ieri c’era un terreno pascolativo, i Tondini hanno impiantato un ettaro di un nuovo vigneto. Di uve rosse ci si dice. Sì, i Tondini guardano lontano.

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