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Olbia

Mercoledì c’è Consiglio a Tempio, ancora polemiche sull’orario

Mercoledì c’è Consiglio a Tempio, ancora polemiche sull’orario

OLBIA. Il consiglio comunale tempiese si riunirà in seduta straordinaria e urgente mercoledì 28 alle 9. E ancora una volta scoppia la polemica sull’orario di convocazione. L’aula dovrà approvare il...

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OLBIA. Il consiglio comunale tempiese si riunirà in seduta straordinaria e urgente mercoledì 28 alle 9. E ancora una volta scoppia la polemica sull’orario di convocazione. L’aula dovrà approvare il rendiconto della gestione per l’esercizio 2020 e la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2021. Quindi si passerà a discutere dell’assestamento generale di bilancio. All’ordine del giorno ci sono anche il Plus, il Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona, relativo al triennio 2021-2023, il regolamento per l'organizzazione del carnevale e l’approvazione delle norme in materia di agricoltura, sviluppo rurale, agro, biodiversità, marchio collettivo, proposto dal Distretto Rurale Gallura. Ma sulla prossima seduta mattutina del Consiglio, c’è la nuova presa di posizione delle tre minoranze che chiedono da tempo il ripristino delle riunioni serali «perché più agibili e praticabili”.

«In merito al consiglio comunale fissato per questo mercoledì - scrive il Gruppo misto di Alessandro Cordella - ancora una volta si terrà in orario mattutino, nonostante le nostre cortesi e pressanti richieste per un orario pomeridiano, più comodo anche per i cittadini quando potranno assistervi. Ma quel che è soprattutto inaccettabile è che per il secondo consiglio comunale consecutivo, non sia stato inserito nei punti all'ordine del giorno l'argomento Sanità e la drammatica situazione in cui si trova l’ospedale Paolo Dettori».

Anche Nicola Comerci, capogruppo di Tempio Cambia e Alessandra Amic di Alternativa Popolare, protestano separatamente con accenti diversi ed entrambi molto duri, per le riunioni mattutine del consiglio comunale.

«Uno stato di fatto - sottolineano - che impedisce a chi lavora di parteciparvi se non a costo di grandi sacrifici».(a.m.)



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