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La Maddalena, il far west nelle acque: il caso arriva a Roma

La Maddalena, il far west nelle acque: il caso arriva a Roma

Interrogazione della senatrice De Petris sul noleggio abusivo. Anche il consigliere regionale Gian Franco Satta sollecita più regole per il settore

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LA MADDALENA. Troppi noleggiatori abusivi nelle acque del parco. La protesta della categoria di imprenditori del mare in regola finisce in Senato e in Regione grazie a una doppia interrogazione. A firmarle sono il consigliere regionale di Campo Progressista Gian Franco Satta e la senatrice Loredana De Petris di Federazione Verdi-Comunisti italiani. Nelle scorse settimane l’associazione Comparto nautico La Maddalena aveva denunciato il far west dei mari nell’arcipelago, complice anche una normativa considerata ambigua e permissiva. Le due interrogazioni, oltre a dare voce alla categoria, propongono soluzioni chiedendo «una disciplina organica della materia tenendo conto dei problemi legati alla concorrenza sleale determinata dall’estensione, ai singoli privati che non esercitano attività di impresa, di svolgere questi servizi». Ma anche “prevedere forme di incentivi e sostegno economico alle attività d’impresa regolarmente operanti nel settore ed efficaci strumenti di contrasto all’abusivismo”. Tra le richieste di Satta e De Pretis «l’applicazione in ambito regionale, di una norma simile a quella prevista nel regolamento del Parco della Maddalena, che estenda al settore del noleggio, locazione e diving nautico-turistico, il rilascio dei permessi riferiti alle portate delle singole unità, con priorità e fino al raggiungimento del 75% del servizio ai residenti che operano nei rispettivi luoghi di competenza e il restante 25% agli operatori frontalieri o non residenti tenuto conto delle necessità degli stessi sulla base della stagionalità e del numero di visitatori». Secondo la normativa vigente, le imbarcazioni adibite al noleggio con conducente possono trasportare un massimo di 12 passeggeri.

«Questo servizio costituisce un’offerta non impattante sull'ambiente, garantendo al turista-cliente di godere della migliore condizione di fruibilità delle bellezze del territorio e di apprezzare l’ecosistema marino – si legge nelle interrogazioni –. Considerato che il decreto legge 24 gennaio 2021 ha introdotto la possibilità per i titolari, persone fisiche o società non aventi come oggetto sociale il noleggio o la locazione, e per gli utilizzatori in locazione finanziaria di imbarcazioni e navi da diporto, di concederle in forma occasionale, in noleggio. Questa disposizione ha comportato il dilagare dell’abusivismo incontrollato nel settore e consentito a qualunque diportista privato, anche senza alcun titolo specifico, di effettuare il noleggio occasionale per ben 42 uscite stagionali, senza che venga esercitata una vera e propria attività d'impresa con evidenti rischi per la tutela ambientale del territorio e anche sul fronte della sicurezza in mare». Da queste premesse la richiesta di un intervento sia della Regione che del ministero della Transizione ecologica.

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