«L’ospedale di Tempio ridotto ad ambulatorio»
Sopralluogo con denuncia di Roberto Li Gioi, consigliere regionale del M5S «Lo smantellamento è in atto, l’impegno del poco personale non basta più»
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. «Lo smantellamento del Paolo Dettori è già in atto e si riesce a garantire solo un’assistenza ambulatoriale».
Roberto Li Gioi, consigliere regionale del M5S, alza di nuovo la voce sulla gravissima situazione della sanità tempiese. E lo fa dopo aver toccato con mano le criticità denunciate da mesi da amministratori locali e da cittadini. «Ho fatto un sopralluogo tra i reparti, ma la volontà e il grandissimo spirito di sacrificio del personale sanitario si scontrano con i numeri, quelli troppo bassi di una pianta organica che negli ultimi due anni è stata impoverita al punto che oggi, questo ospedale, non è più autosufficiente. Nonostante siano presenti medici in grado di assicurare prestazioni di altissima professionalità - dice Li Gioi -, tutti i casi gravi, ovvero tutti quelli che richiedono la presenza di un anestesista, non possono essere trattati. E le emergenze devono essere dirottate all’ospedale di Olbia».
Ma medici e personale sanitario, oltre a non poter operare «devono anche assumersi la responsabilità di assicurare il trasferimento dei pazienti in condizioni critiche, come accaduto nel reparto di Ginecologia di recente: una donna è arrivata pochi minuti prima del parto e si è reso necessario il trasferimento d’urgenza. In una situazione così delicata - continua il consigliere regionale pentastellato - l’unica cosa che i medici di Tempio possono fare, purtroppo, è sperare che non ci siano complicazioni durante il viaggio in ambulanza».
Poi un elenco di carenze. «Il centro trasfusionale è privo di primario dallo scorso gennaio e gli unici due tecnici a disposizione possono soltanto preparare le sacche di sangue che devono poi essere essere validate da un medico per essere utilizzate: quindi si procede con un invio di dati da remoto all’ospedale di Olbia. Paradossalmente - prosegue Li Gioi -, il reparto è dotato di attrezzature nuovissime e costose consegnate circa un anno fa che restano inutilizzate. Inoltre, essendo impossibile fare trasfusioni e provvedere alla raccolta, anche le decine di donatori che negli anni hanno sempre frequentato il centro oggi rinunciano a donare perché talvolta viaggiare verso altri ospedali risulta proibitivo e disagevole. La situazione non è migliore al pronto soccorso: qui sono rimasti soltanto tre medici che fanno turni massacranti, anche di dodici ore. Pure il reparto di Chirurgia, in cui non si ricovera più nessuno, risulta nettamente sottodimensionato con soli due medici effettivi a fronte dei cinque previsti in organico. Mentre a Cagliari la maggioranza continua a litigare per le poltrone, è immenso il dispiacere nel vedere il territorio abbandonato e privo di prospettive di miglioramento. La situazione è veramente grave - chiude Li Gioi -, e ricade interamente sui cittadini, privati della possibilità di usufruire di cure degne di un paese civile». (s.p.)
Roberto Li Gioi, consigliere regionale del M5S, alza di nuovo la voce sulla gravissima situazione della sanità tempiese. E lo fa dopo aver toccato con mano le criticità denunciate da mesi da amministratori locali e da cittadini. «Ho fatto un sopralluogo tra i reparti, ma la volontà e il grandissimo spirito di sacrificio del personale sanitario si scontrano con i numeri, quelli troppo bassi di una pianta organica che negli ultimi due anni è stata impoverita al punto che oggi, questo ospedale, non è più autosufficiente. Nonostante siano presenti medici in grado di assicurare prestazioni di altissima professionalità - dice Li Gioi -, tutti i casi gravi, ovvero tutti quelli che richiedono la presenza di un anestesista, non possono essere trattati. E le emergenze devono essere dirottate all’ospedale di Olbia».
Ma medici e personale sanitario, oltre a non poter operare «devono anche assumersi la responsabilità di assicurare il trasferimento dei pazienti in condizioni critiche, come accaduto nel reparto di Ginecologia di recente: una donna è arrivata pochi minuti prima del parto e si è reso necessario il trasferimento d’urgenza. In una situazione così delicata - continua il consigliere regionale pentastellato - l’unica cosa che i medici di Tempio possono fare, purtroppo, è sperare che non ci siano complicazioni durante il viaggio in ambulanza».
Poi un elenco di carenze. «Il centro trasfusionale è privo di primario dallo scorso gennaio e gli unici due tecnici a disposizione possono soltanto preparare le sacche di sangue che devono poi essere essere validate da un medico per essere utilizzate: quindi si procede con un invio di dati da remoto all’ospedale di Olbia. Paradossalmente - prosegue Li Gioi -, il reparto è dotato di attrezzature nuovissime e costose consegnate circa un anno fa che restano inutilizzate. Inoltre, essendo impossibile fare trasfusioni e provvedere alla raccolta, anche le decine di donatori che negli anni hanno sempre frequentato il centro oggi rinunciano a donare perché talvolta viaggiare verso altri ospedali risulta proibitivo e disagevole. La situazione non è migliore al pronto soccorso: qui sono rimasti soltanto tre medici che fanno turni massacranti, anche di dodici ore. Pure il reparto di Chirurgia, in cui non si ricovera più nessuno, risulta nettamente sottodimensionato con soli due medici effettivi a fronte dei cinque previsti in organico. Mentre a Cagliari la maggioranza continua a litigare per le poltrone, è immenso il dispiacere nel vedere il territorio abbandonato e privo di prospettive di miglioramento. La situazione è veramente grave - chiude Li Gioi -, e ricade interamente sui cittadini, privati della possibilità di usufruire di cure degne di un paese civile». (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
