PALAU
La denuncia del Siulp nazionale «Si salvi il posto fisso di polizia»
PALAU. Si mobilita anche il Siulp nazionale contro l’ipotesi di chiusura del posto fisso di polizia di Palau. Con una lettera indirizzata al ministero dell’Interno, si sollecita un urgente...
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PALAU. Si mobilita anche il Siulp nazionale contro l’ipotesi di chiusura del posto fisso di polizia di Palau. Con una lettera indirizzata al ministero dell’Interno, si sollecita un urgente chiarimento non solo per evitare che la sede rimanga attiva ma anche per sottolineare, nel caso contrario, le gravissime conseguenze che subirebbero i poliziotti che lavorano a Palau.
La nuova denuncia arriva dopo quella del segretario provinciale dello stesso sindacato, Massimiliano Pala. «Non si possono non considerare le peculiarità dell’ufficio di Palau rispetto alla sicurezza di quello stesso territorio, tanto a cuore, ne siamo certi, alle istituzioni locali». Alla base c’è una richiesta da parte dell’amministrazione comunale di rientrare in possesso dell’immobile che ospita il posto di polizia «ma una soluzione - come aveva detto Pala - deve essere trovata». «Le ricadute che un taglio di tale portata creerebbe al territorio sarebbero pesantissime - insiste Fabio Lauri, segretario nazionale del Siulp - e non c’è la previsione di valide alternative all’attuale standard di sicurezza. Sarebbe irragionevole e irrispettoso per quella comunità sentirsi abbandonata dagli apparati del proprio stesso Stato».
La nuova denuncia arriva dopo quella del segretario provinciale dello stesso sindacato, Massimiliano Pala. «Non si possono non considerare le peculiarità dell’ufficio di Palau rispetto alla sicurezza di quello stesso territorio, tanto a cuore, ne siamo certi, alle istituzioni locali». Alla base c’è una richiesta da parte dell’amministrazione comunale di rientrare in possesso dell’immobile che ospita il posto di polizia «ma una soluzione - come aveva detto Pala - deve essere trovata». «Le ricadute che un taglio di tale portata creerebbe al territorio sarebbero pesantissime - insiste Fabio Lauri, segretario nazionale del Siulp - e non c’è la previsione di valide alternative all’attuale standard di sicurezza. Sarebbe irragionevole e irrispettoso per quella comunità sentirsi abbandonata dagli apparati del proprio stesso Stato».
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