La Nuova Sardegna

Olbia

Mintuà, storie di donne e colpi di scena

di Giuseppe Pulina
Mintuà, storie di donne e colpi di scena

Elvira Serra e Roberto Delogu protagonisti con i loro libri alla rassegna letteraria

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TEMPIO. Sono due gli appuntamenti che chiuderanno la programmazione di luglio di Mintuà 2021. Avranno luogo sempre nella stessa location e alla stessa ora, vale a dire il chiostro degli Scolopi, alle 19. Puntuali per fare il pieno delle più gustose novità letterarie isolane. Questa volta con Roberto Delogu ed Elvira Serra. Giovedì 29 luglio, ospite di Mintuà e di Massimo Dessena, direttore artistico della rassegna, sarà Roberto Delogu, avvocato cagliaritano, cinquantaquattrenne, autore di “Black out”, romanzo pubblicato per la casa editrice Nutrimenti, che racconta le vicende di un uxoricida che finisce in carcere con una pena di dodici anni di reclusione. Si chiama Emiliano, sembra rispondere al classico identikit del femminicida incapace di provare rimorso e pentimento, ma più che altro, come scoprirà il lettore e come avrà modo di chiarire lo stesso autore davanti al pubblico di Mintuà, l’infelice protagonista di “Black out” è una sorta di Raskolnikov smemorato, esecutore di un delitto senza vero castigo perché non può esserci alcun processo della coscienza se non si conserva memoria di ciò che si è fatto. Toccherà al lettore stabilire se accettare la sua versione dei fatti e se questa, una volta accreditata, possa valere come un’attenuante. Tutto questo sino all’atteso e inimmaginabile colpo di scena finale.

Non meno intrigante è la trama del romanzo che Elvira Serra presenterà, insieme a Licia Azara e Daniele Carbini, venerdì 30. S’intitola “Tutto da vivere” e suona come un invito alla più tenace resilienza. Non a caso, il romanzo, pubblicato per i tipi di Solferino editore, è stato concepito e scritto nei mesi della pandemia. È il quarto romanzo della scrittrice nuorese, conosciuta e apprezzata anche come giornalista del “Corriere della sera” per i suoi articoli di cronaca e costume. “Tutto da vivere” è stato definito come un romanzo corale e al femminile perché è incentrato sul quotidiano di quattro donne e sul valore delle loro esperienze sentimentali. Donne che amano, coltivano attese e pensieri positivi verso il futuro (quello della fine dell’emergenza sanitaria globale che ha cambiato la vita di tutti) e che, malgrado la determinazione che le anima, devono fare i conti con possibili fallimenti e difficoltà non previste. Trame individuali che possono convergere in un unico plausibile vissuto biografico.

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